Trieste, locale chiuso per 15 giorni in via Settefontane: “Rischi per la sicurezza”

Provvedimento del Questore dopo liti, schiamazzi e segnalazioni per droga e abuso di alcol

Gianpaolo Sarti

Non si contano le volte che negli ultimi anni la Questura lo ha fatto chiudere. Ed è successo di nuovo: il bar al civico 13 di via Settefontane, a Trieste, che di civico evidentemente ha solo il numero, è stato raggiunto dall’ennesimo provvedimento di stop: stavolta una sospensione dell’attività per quindici giorni.

Il motivo è grossomodo sempre lo stesso: il disturbo arrecato ai residenti che abitano nelle vicinanze del locale. Soprattutto a tarda sera: clienti che vanno e vengono di continuo, parlano a voce alta sotto le finestre della gente che tenta di dormire e bevono in modo smisurato diventando facilmente aggressivi. L’effetto è noto: urla, risse, pestaggi, i lampeggianti e le sirene dei carabinieri, della polizia e delle ambulanze. Insomma, il caos.

Questo è ciò che vivono, da anni, i residenti di via Settefontane. Le gestioni sono cambiate – fino a poco tempo fa il locale era in mano a un gruppo di sudamericani, dopo un periodo di stop da un po’ di tempo è passato a un trentacinquenne pachistano – ma purtroppo non l’andazzo.

La Questura, che sabato ha diffuso un comunicato stampa a riguardo, conferma le criticità: «Il questore di Trieste – si legge nella nota – ha disposto ai sensi dell’articolo 100 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza la chiusura per motivi di ordine e sicurezza pubblica per quindici giorni di un pubblico esercizio sito in via delle Settefontane, con conseguente sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Il provvedimento, notificato ai responsabili dell’attività commerciale dai militari del Comando provinciale dei Carabinieri insieme al personale della Questura nella serata del 20 marzo, nasce a seguito di accurati accertamenti e controlli effettuati dagli agenti della Questura e dai militari dell’Arma, che hanno evidenziato una situazione di pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini».

Durante l’attività di controllo è emerso infatti che il bar è un punto di incontro per persone con a carico diverse segnalazioni di polizia. Sono clienti che fanno uso smodato di alcol e sostanze stupefacenti, come evidenzia la Questura, diventando fonte di disturbo per i residenti che si sono più volte lamentato per gli schiamazzi.

«Il locale – specifica il comunicato – è stato anche oggetto di diversi interventi da parte delle forze dell’ordine a causa delle frequenti liti e aggressioni fra avventori. Il questore, valutata la necessità di attuare urgenti e adeguati correttivi a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, dopo un’attenta disamina degli elementi oggettivi riscontrati e al fine di contrastare e reprimere fenomeni che destano forte allarme sociale, ha decretato il provvedimento amministrativo».

Solo un mese fa erano intervenuti i carabinieri: i militari dell’Arma avevano trovato all’interno del locale cocaina, hashish e anche un coltello. Le sostanze e la lama erano nascosti in uno dei divani.

Ma non è soltanto il bar a creare problemi. In piazza Perugino, poco sopra, sono tornati a radunarsi infatti gruppi di giovani che si posizionano nella parte più defilata, quella della scalinata. «Tengono la musica alta fino a tardi e c’è uno strano viavai, sembra che alcuni vendano sostanze», riferisce un residente. I muri sono stati lordati da scritte. Il pavimento è sporco, pieno di bottiglie, lattine e mozziconi di sigaretta. La polizia e i carabinieri continuano a monitorare la situazione. —

 

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