Intercettati 27 migranti a Versa Tra loro un gruppo di indiani

Camminavano in fila per il paese e hanno tutti chiesto protezione internazionale Dopo l’identificazione sono stati trasferiti al Cara di Gradisca. Un minore a Trieste





Un gruppo di ventisette migranti è stato intercettato ieri mattina dalle forze dell’ordine nel centro abitato di Versa.

Tutti uomini, di età presumibilmente compresa fra i 20 ed i 30 anni ad eccezione di un unico minore, gli immigrati sono risultati essere di nazionalità pakistana e, fatto pressoché inedito a queste latitudini – indiana (sette).

Le operazioni di identificazione e fotosegnalazione, durate per tutta la giornata, sono state condotte dalla Questura di Gorizia e dai carabinieri della Compagnia di Gradisca, intervenuti sul posto. Tutti e 27 i migranti hanno immediatamente fatto richiesta di asilo politico. In caso contrario avrebbero rischiato l’espulsione. Per loro si sono invece spalancate le porte del Cara di Gradisca, che con questo maxi-ingresso continua ad attestarsi attorno alle 200 presenze. L’unico non maggiorenne è stato invece trasferito in una struttura specializzata di accoglienza per minori in provincia di Trieste.

Disposti in fila, gli immigrati sono entrati a Versa camminando di buon mattino nel centro abitato della frazione romanese, destando la curiosità di quanti li incrociavano. Probabilmente erano stati fatti scendere in aperta campagna da chi, a bordo di qualche mezzo, li ha condotti fino a quel punto, per poi dileguarsi velocemente. Questa è la versione maggiormente accreditata dagli stessi carabinieri, che ritengono abbiano percorso la cosiddetta Rotta balcanica celati a bordo di qualche mezzo pesante. Alcuni di loro hanno dichiarato di essere giunti a piedi in provincia di Gorizia, ma è una versione che non convince i militari dal momento che, sino al momento della loro improvvisa apparizione a Versa, nessuno aveva notato un gruppo così folto di persone. Verifiche a riguardo saranno svolte da Prefettura e Questura nelle prossime ore, anche sentendo le autorità slovene.

Lasciati liberi, gli immigrati hanno iniziato a girovagare per il paese alla ricerca di un posto all’ombra dove sostare, fermandosi su un marciapiede in piazza degli Eroi, dove si sono seduti e sdraiati, probabilmente in attesa che le istituzioni si prendessero cura di loro, attraverso le procedure indicate dalla legge. Qualcuno in paese ha avvertito i carabinieri, che sono giunti prontamente sul posto con due unità e sei uomini. Gli immigrati sono apparsi molto magri, affaticati, ma in buona salute. Prima delle procedure di fotosegnalazione nessuno di loro ha interloquito con gli agenti, rimanendo in silenzio o parlando tra loro sul marciapiede. Quasi tutti avevano la barba, chi abbastanza marcata, chi meno. Indossavano magliette leggere, pantaloni lunghi o bermuda, scarpe da ginnastica molto consumate ma anche in buono stato e di buona fattura. Alcuni avevano con sé una misera borsa di plastica o uno zaino con dentro qualche giubbotto, altri, invece, avevano in dote solamente quanto indossavano al momento. Dopo circa un’ora è giunto un furgone dei carabinieri, che prima di farli salire per condurli, in due tornate, alla Compagnia di Gradisca, per l’identificazione e l’avvio delle procedure, li ha perquisiti facendo togliere loro anche le scarpe, per accertarsi che non fossero in possesso di armi o altri oggetti d’offesa. Uno aveva con sé il passaporto. Nessuno di loro ha esibito o usato telefonini, mentre uno ha fatto cenno di avere fame. Per certi versi si è ripetuta la scena del 2015, quando, a Romans, nei pressi del cimitero, vennero fermati 70 immigrati. –



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