UDINE. Mario Pittoni, su Facebook, esulta di buon mattino. «È del 2014 il mio impegno per un nuovo ciclo Pas (Percorso abilitante speciale), dopo il successo del primo ciclo (ottenuto nel 2013 col ministro Profumo) che aveva consentito l'abilitazione di 70 mila docenti – scrive il presidente della commissione Cultura del Senato –. Missione compiuta». Il riferimento è all'accordo raggiunto martedì sera, dopo una giornata di trattative al Miur, che prevede che i supplenti impegnati da precari nelle classi italiane e che abbiano insegnato per almeno tre anni negli ultimi otto, sia in istituto pubblico che paritario, possano prendere l'abilitazione e avvicinarsi al ruolo. In regione, fa sapere ancora Pittoni, gli interessati sono un migliaio.
Nella Venezia Giulia, stima Ugo Previti, segretario regionale della Uil Scuola, siamo a circa 400 persone, quasi 300 a Trieste, oltre 100 in provincia di Gorizia. Fanno parte dei 55 mila docenti che, senza alcuna selezione, potranno accedere al concorso straordinario per l’assunzione di 24.250 insegnanti delle secondarie.
Nel mondo della scuola ci sono però altre partite aperte che riguardano la caccia a un posto di lavoro a coprire i posti vacanti. Ieri era il secondo dei tre giorni in regione fissati per le prove preselettive del concorso per Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi, vale a dire gli uomini e le donne dei conti, i vecchi “segretari”. I posti a disposizione in Friuli Venezia Giulia sono 74 (di cui 10 riservati alle scuole slovene, con ulteriore selezione di 22 direttori di riserva), ma la platea degli aspiranti ha raggiunto le 1.500 unità.
Numeri solo sulla carta, secondo Previti, giacché i presenti, secondo un primo sondaggio, non superano il 40% degli iscritti. «Un quadro preoccupante – sostiene il sindacalista – dovuto principalmente alla complessità del test. Una volta che i potenziali partecipanti hanno verificato le materia da studiare, più di uno su sue, pure se laureato in giurisprudenza, ha preso atto che è impossibile sapere tutto. E ha inevitabilmente rinunciato». Ma c’è pure un altro fenomeno: «Diversi concorrenti hanno più di 50 anni, la conferma della precarietà del mondo del lavoro».
In fase di chiusura è invece il concorso per i presidi, un altro “buco”, in regione, di una settantina di unità. «Siamo nella fase della transumanza – dice ancora Previti –, dato che le prove orali si stanno svolgendo in ogni parte d’Italia. Fortunatamente ne abbiamo ancora per poco, né temo i ricorsi al Tar che, secondo alcuni, potrebbero comportare un allungamento dei tempi. Sono convinto che entro fine mese tutto sarà chiarito e i dirigenti saranno pronti per prendere incarico al via del prossimo anno scolastico». La copertura tuttavia non sarà totale: «In Fvg immagino resteranno ancora 10-12 sedi vacanti». —
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