Ippodromo, giù di un terzo la paga dei “giornalieri”

Scatta la rivoluzione dei contratti: da collaboratori a progetto a dipendenti part-time C’è chi pure resta fuori perché già titolare di un lavoro subordinato. E martedì c’è la Tris
Di Ugo Salvini
Lasorte Trieste 20/11/10 - Ippodromo Montebello, Gran Premio Regione FVG
Lasorte Trieste 20/11/10 - Ippodromo Montebello, Gran Premio Regione FVG

Non più collaboratori “a progetto”, ma dipendenti a tempo determinato (fino a luglio, e poi si vedrà), con il meccanismo del part-time verticale. L’annunciata rivoluzione del regime contrattuale - con tanto di conseguente riduzione del corrispettivo, mediamente di un terzo di quanto percepito fino ad ora, per i cosiddetti “giornalieri” dell’ippodromo di Montebello - è iniziata martedì scorso.

Per coloro che garantiscono il funzionamento dell’impianto e il lavoro alle casse per il movimento delle scommesse nelle giornate di corse, una trentina di persone in tutto impegnate nei vari servizi, quella di martedì rimarrà infatti una data impossibile da dimenticare.

Il secondo convegno di trotto di aprile ha sancito per loro il passaggio dal vecchio al nuovo regime, una modifica contrattuale appunto di cui si è discusso per settimane, con fasi a momenti anche concitate e con riunioni che hanno visto gli interessati discutere sul da farsi, alla ricerca di una linea comune, prima della sua effettiva entrata in vigore. Alla fine le strade si sono divise. Per alcuni il convegno di martedì si è tradotto nel definitivo abbandono di un’attività che assicurava una buona integrazione del bilancio familiare. Il nuovo testo, proprio perché prevede la figura del lavoratore dipendente, seppur a tempo determinato e con la formula del part-time, quanti hanno già un’occupazione dello stesso tipo non l’hanno potuto sottoscrivere. Fine del secondo lavoro dunque.

Altri, potendolo fare, hanno firmato, ma a denti stretti, perché il calo del corrispettivo è sensibile: si va dal 20 al 35 per cento, a seconda delle singole situazioni. In tempi di crisi però bisogna fare di necessità virtù. Alcuni altri ancora, ma si tratta di un’esigua minoranza, non hanno accettato l’ipotesi di lavorare «per un intero pomeriggio - hanno spiegato - per una trentina di euro» e hanno abbandonato.

Tutto questo trambusto ha obbligato Marco Marzulli, il funzionario della Nord Est, la spa che gestisce l’ippodromo, incaricato di garantire il funzionamento dell’impianto, a ricorrere ai cosiddetti “voucher”, lo strumento regionale che facilita e semplifica per i datori di lavoro le procedure di assunzione per le prestazioni accessorie, per coprire tutti i ruoli.

Compito che sarà ancor più difficile martedì prossimo, perché a Montebello si correrà la Tris nazionale, evento che richiede un numero di addetti superiore al consueto sia nel lavoro alle casse sia per gli altri servizi. Questo cambiamento però era inevitabile, come sostiene da tempo Stefano Bovio, direttore della Nord Est ippodromi. «Il testo del nuovo contratto - aveva detto già a marzo, all’inizio della trattativa con gli addetti - è stato stilato in base alle direttive che sono frutto di un accordo nazionale ottenuto con il consenso dei sindacati di categoria, perciò non c’erano alternative».

Bovio aveva anche evidenziato che «il nuovo contratto contiene garanzie e migliorie che prima non c’erano. Si va dal Tfr alla copertura per i casi di mancata prestazione in caso di malattia che in precedenza non c’erano. Ciò che si perde in termini di immediato guadagno - aveva concluso - si recupera sotto l’aspetto normativo».

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