Lotta all’amianto e alle perdite, Irisacqua: piano da 31 milioni per l'ammodernamento idrico nel 2026

La società goriziana accelera sulla modernizzazione delle reti: 13 milioni di contributi in arrivo e nuovi investimenti per 18,6 milioni. Al centro della strategia: stop al cemento-amianto, depuratori hi-tech e la nuova condotta per Grado

Francesco Fain

Irisacqua, la società che gestisce il ciclo integrato dell’acqua, rilancia in grande stile la sua attività riguardo all’ammodernamento della rete. E vanta circa 13 milioni di euro di contributi già decretati da incassare nel corso di quest’anno, fra fondi Pnrr, Apq (5, 1 milioni per la razionalizzazione del sistema fognario), Fsc e fondi regionali. Risorse che permetteranno di continuare l’opera di modernizzazione, la sostituzione delle condutture in cemento/amianto e l’abbattimento delle dispersioni.

La strategia

tali risorse che si affiancano a un Piano degli investimenti 2026 che prevede impegni ulteriori per circa 18,6 milioni di euro, con il focus sulla conclusione delle opere finanziate in precedenza dal Pnrr — lavori già portati a termine entro il 31 marzo con i collaudi programmati entro giugno 2026, come prescritto — e sulla prosecuzione degli interventi sulle reti idriche e fognarie, sui depuratori (Gradisca d’Isonzo, Staranzano, Gorizia, Grado), sulla sostituzione di condotte in cemento-amianto e dei contatori, e sul serbatoio del Castello di Gorizia.

Come annunciato a più riprese dalla società, riguardo alla partita dei depuratori, l’obiettivo dichiarato è, indiscutibilmente, quello di andare a superare i piccoli impianti «ormai datati e poco funzionali» per concentrare la depurazione in strutture «moderne e ad alta efficienza energetica», capaci di restituire al fiume Isonzo acque molto più pulite e sicure per l’ambiente. Si tratta di una partita importante che costituisce, di fatto, un superamento.

Il masterplan-acquedotti

Irisacqua – fanno sapere i vertici societari – conferma oggi di aver, inoltre, «presentato istanza di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tramite Ausir (Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti), per la realizzazione di una nuova condotta di collegamento tra la rete acquedottistica di Aquileia e quella di Grado — opera inserita nel masterplan Acquedotti del Friuli Venezia Giulia 2021-2051 — per un valore di 25,5 milioni di euro, che garantirà una doppia alimentazione all’isola e aumenterà significativamente la resilienza del sistema idrico.

Dal lato dei costi sostenuti, va ricordato come la società abbia operato quella che definisce «un’attenta razionalizzazione», riducendo i costi esterni di circa 500. 000 euro attraverso la revisione puntuale degli interventi programmabili e una previsione di risparmio energetico del 3 per cento sull’acquedotto, grazie agli investimenti Pnrr relativi alla mitigazione delle perdite.

Risulta essere in aumento, invece, il costo del personale (di circa 300.000 euro), per effetto del rinnovo del contratto nazionale di lavoro Federgasacqua. Tra le voci nuove, si segnalano i costi per la compliance alla direttiva Nis2 in materia di cybersecurity (60.000 euro) e l’avvio delle analisi sui 200 scarichi industriali in fognatura (90.000 euro aggiuntivi), in applicazione del principio «chi inquina paga».

La ristrutturazione della sede

Infine, va segnalato che si sono conclusi i lavori che hanno interessato la palazzina storica di Irisacqua che si trova in via IX Agosto. L’intero stabile è stato completamente ritinteggiato, adottando una colorazione che, a dire la verità, ha lasciato un po’ interdetto più di qualche passante. Ma i gusti sono gusti.

L’elegante stile esterno, peraltro, nasconde uno dei tre giganteschi motori diesel che entravano in azione quando la città chiedeva maggiori quantità di energia elettrica. Quel cuore d’acciaio di derivazione navale, insieme alle linee vintage dei trasformatori e dei pannelli di controllo che si trovano nell’ambiente accanto e a una serie di contatori conservati in vecchi armadi, è il simbolo più tangibile di ciò che furono le “municipalizzate”. 

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