Istituzioni, parenti e amici all’addio al marinaio Zanon

C’erano tutti ieri: oltre ai figli Paolo e Fabio, ai parenti e conoscenti, non potevano mancare i rappresentanti della Capitaneria di porto, dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia e dell’Istituto nazionale del Nastro Azzurro. E anche il Comune, con l’assessore Michele Lobianco.
L’ultimo saluto a Vittorio Zanon, il più anziano marinaio del Friuli Venezia Giulia, nato a Venezia nel 1915 e scomparso negli scorsi giorni a Trieste all’età di 103 anni, lucido fino alla fine, si è svolto ieri, nella cappella del cimitero di Sant’Anna. Attorno al suo feretro quattro marinai. Silenziosamente lo hanno accompagnato fino al nuovo campo 32. Un quinto teneva tra le mani un cuscino di velluto bordeaux, sul quale era poggiata la medaglia d’argento al Valor militare, acquisita nel secondo conflitto mondiale da Zanon. L’aveva ricevuta su un Mas, il numero “532”, uno dei motoscafi più veloci a disposizione della Regia Marina, durante la “battaglia del Mediterraneo” contro gli inglesi. «Io ero capomacchina e con il mezzo ci infilammo in un convoglio di navi – raccontava lui stesso il giorno del 102° compleanno, celebrato con una grande festa all’Itis, dove era ospite –: in confronto noi sembravamo un guscio di noce. Eravamo dei piccoli Davide contro un Golia forte di diverse navi. Ma portammo a termine la nostra missione». Zanon si arruolò nel 1933, a 18 anni, in Marina, a Pola, come volontario. Quando raccontava delle sue imprese, però, era solito minimizzare la sua operazione: «Avevo fatto il mio dovere», diceva, sempre grato alla Marina. Nel 1946, dopo aver ricevuto anche tre croci di guerra, si ritirò dal mare, per cui conservò comunque sempre una grande passione. Nonostante la veneranda età era rimasto attivo anche grazie alla scrittura: tra i suoi ultimi testi, un libro di racconti pubblicato nel 2017. —
B.M.
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