Kravos: «Gorizia mi piace Per me è meglio di Roma»

«Fare il mio mestiere, a Gorizia, vent’anni fa, era impossibile». Cos’è cambiato? «Ora c’è un regista goriziano, che gira un film a Gorizia l’anno dopo che a Gorizia ha girato una serie Tv. Sì, Matteo Oleotto meriterebbe una statua ai Giardini Pubblici».

Al momento, però, la statua ai Giardini l’hanno Pietro Zorutti e Max Fabiani, non lui, Oleotto, né lei, Anita Kravos, attrice nata a Trieste, residente dai tre ai sedici anni a Savogna e, quindi, a Gorizia, prima del trasferimento, nel 2000, a Roma, passando per Mosca. «Ma vengo nella terra natia più volte all’anno», puntualizza subito Anita (al secolo Antonella Cerminara), tipico esempio di pluralità culturale con sei-sette lingue praticate correntemente e «una storia familiare da cui si potrebbe fare un film, intrecciata com’è con le vicende del confine» scherza, ma non troppo, l’attrice, nel cast de “La grande bellezza”, film di Paolo Sorrentino premiato con l’Oscar. «Come trovo Gorizia? Meglio di Roma, dove mi accorgo ogni giorno di nuove buche sulle strade… E poi Gorizia di giochi per i bambini ne ha eccome, a differenza di Roma, dove, tuttavia, i bimbi son di più – dice l’attrice –. Cosa non va? Non saprei fare una critica costruttiva: trovo tutto bello; quando sarò in pensione verrò a Gorizia. Ma ora devo lavorare e finché devo lavorare sono costretta a star a Roma. Il provino per “Volevo fare la rockstar” l’ho girato nella capitale. Per questo spero che Oleotto sposti un po’gli equilibri».

Lei, Anita, con il regista faceva la stessa scuola, il liceo linguistico Paolino d’Aquileia, in classi diverse, essendo separati da tre anni d’età. «Di Gorizia amo in particolare èStoria e il Kinemax. E poi amo tutti gli angoli della città che possono venir raggiunti in bicicletta. Ormai, “sostenibilità” è una parola d’ordine». Quanto a Gusti di Frontiera, dice, «non ci sono mai stata. Ma dovrò trovare l’occasione», dice ancora l’attrice. Per il resto, «Certo, i negozi chiusi li noto e mi fa male. Ma la gente, ormai, compra molto spesso in Internet: purtroppo, è una triste realtà che non riguarda soltanto Gorizia». —

A. P.



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