La centrale pronta a fermarsi ma la chiusura non è vicina

A2A ha ultimato il rifornimento di energia chiesto dal mercato dal 5 al 23 luglio Cisint punta al free-carbon entro l’anno e ha preparato l’accordo di programma
Laura Borsani



È l’ultimo giorno di esercizio, da domani l’attività della centrale si ferma. È stato dunque confermato dall’azienda il programma, come comunicato al Comune di Monfalcone, relativo al rifornimento di energia elettrica per il periodo dallo scorso 5 luglio e fino al 23, in base alla richiesta del mercato. Allora era stato “rimesso in moto” l’impianto termoelettrico rimasto a lungo inattivo. Il tutto secondo i piani di produzione previsti, in virtù dell’«incremento della domanda estiva e del contesto di sistema». Stop per il momento, considerato che l’azienda A2A EnergieFuture continua a mantenere la centrale in esercizio in funzione della domanda. È stato confermato anche ieri infatti che il carbone ancora presente nello stabilimento dovrà essere smaltito. Viene ribadito quanto già prospettato a ridosso della ripartenza dell’impianto: «Il funzionamento della centrale andrà a ridurre le scorte di combustibile del carbonile che da tempo non è più stato approvigionato. Conseguentemente, si prevede che le rimanenze potranno essere esaurite nel corso dell’anno». Almeno dunque fino a fine 2021. Oltre l’azienda non è andata, facendo capire comunque che per l’esercizio della centrale non c’è un preciso termine ai fini della chiusura definitiva. Si ragiona sempre con lo stesso criterio: l’attività rimane a disposizione della richiesta.

E dal Comune rimane invece valida la “tabella di marcia” prefissata. Il sindaco Anna Maria Cisint ieri ha rinnovato la sua posizione: «All’azienda A2A EnergieFuture avevo avuto modo di rilanciare la proposta affinché la data del 23 luglio coincidesse anche con la chiusura definitiva della centrale. Continuo a rimanere di questo avviso, prima si chiude meglio è, poiché ritengo che il tempo del carbone sia ormai terminato». Un concetto ripetuto a Trieste: «La scorsa settimana ho ribadito l’opportunità di fermare quanto prima l’impianto termoelettrico. Nel frattempo – osserva il sindaco – a breve, è questione di qualche giorno, avrò la bozza dell’accordo di programma che sottoporrò all’assessore regionale Scoccimarro e ai tecnici della Regione, ai fini di una valutazione complessiva, nella prospettiva di un confronto anche con A2A». Cisint non scende in particolari circa i contenuti della bozza, però aggiunge: «L’accordo propone la chiusura e la necessità di stabilire tempi certi e ragionevoli in ordine alle opere di smantellamento, una dismissione che a mio parere dovrà compiersi nell’arco di non oltre i 36 mesi». La «palla è in campo», come dice il primo cittadino, che vuole giocare d’anticipo: «In base alla normativa in materia – spiega –, la procedura ai fini dell’avvio dell’accordo di programma può essere proposta anche dal sindaco. E il Comune di Monfalcone ha quindi avviato l’iter dal punto di vista amministrativo». Per l’amministrazione comunale comunque il countdown è già partito, puntando alla chiusura della centrale comunque entro la fine di quest’anno.—

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