La crisi svuota i treni merci E le Ferrovie li sopprimono
POLA. Il calo dell'attività industriale e portuale ha inferto il classico colpo di grazia al trasporto merci su rotaia in Istria, tanto che la direzione delle Ferrovie statali ha deciso di sopprimerlo. I dati parlano chiaro: nel 2007 il trasporto era pari a 131.000 tonnellate, l'altr'anno è calato addirittura a 23.000. Pertanto, nel piano di ristrutturazione del trasporto ferroviario nel Paese dettato dalle decine di milioni di euro di perdite e dall'infrastruttura che versa in condizioni a dir poco pietose, si è optato dunque per la soppressione del trasporto merci. Il calcolo è semplice: i costi di gestione della linea Pola–Lupogliano–Pinguente–confine di Stato, superano di alcune volte le entrate. Scartato invece il progetto della nuova linea ferroviaria da Lupogliano a Mattuglie (alle spalle di Fiume) di 22 km, del costo pari a 130 milioni di euro, incluso lo scavo della galleria sotto il monte Maggiore. Il segmento rappresenterebbe il raccordo ferroviario tra l'Istria e la rete nazionale che ora manca. Ma torniamo alla realtà. In seguito al drastico provvedimento, 48 dei 231 occupati in Istria rimangono senza lavoro mentre per un altro centinaio di addetti alla manutenzione si prospetta il trasferimento nell'unità ferroviaria fiumana, che estende la sua giurisdizione in tutto il Gorski Kotar. E il traffico passeggeri? Per ora rimane, però anche in questo settore si intravedono inquietanti nubi all'orizzonte. Negli ultimi tempi il movimento si è stabilizzato sui 350.000 viaggiatori all'anno. Sono in massima parte lavoratori e studenti pendolari che scelgono il treno per via della tessera d'abbonamento a prezzi convenienti. Che la ferrovia istriana entrata in funzione nel 1856 sia in condizioni di degrado lo conferma la velocità media dei convogli limitata a 44 km/h, aumentarla sarebbe pericoloso per la sicurezza. Sono passati alla storia i bei tempi quando sotto l'ex Federativa, per gli istriani il treno era il mezzo più veloce e conveniente per recarsi a Lubiana e Zagabria. Stupisce non poco il fatto che nessuno o quasi tenti di rilanciare la ferrovia istriana verso l'Europa magari unendo gli sforzi con i partner sloveni. (p.r.)
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