La Diocesi “scomunica” il Gay Pride E il centrodestra stoppa Forza Nuova

È bastato il semplice annuncio dell’organizzazione dell’evento per innescare il dibattito e accendere i toni. Attorno al Fvg Pride in programma tra maggio e giugno, il primo ad essere ospitato a Trieste, si sta infatti già sollevando un polverone.
A prendere nettamente posizione contro la parata dell’orgoglio arcobaleno sono i vertici della Chiesa cittadina. «Questa manifestazione, che poi ne richiamerà una contraria (il riferimento è al controcorteo annunciato da Forza Nuova, ndr) ,- spiega il vicario episcopale, don Ettore Malnati al quale il vescovo Crepaldi ha demandato le dichiarazioni in merito - porterà ancora una volta divisione in città. Certo, in un Paese democratico, ci deve essere rispetto delle persone e delle opinioni, sino a quando queste non scadono in esibizioni provocatorie. La Chiesa rispetta coloro che si riconoscono nella diversità sessuale, stigmatizzando come peccato la pratica dell’omosessualità e ovviamente non riconoscendo le unioni omosessuali come matrimoni, bensì come convivenze. Dal rispetto della persone, che vi deve essere sempre, all’esibizione pubblica di rivendicazioni fatte spesso come provocazione, passa però una certa differenza».
La maggioranza di centrodestra condivide la scelta del sindaco di mettere nero su bianco, fin da subito, che il Comune non concederà il patrocinio all’evento. «È una manifestazione come tante altre, - valuta l’assessore alle Pari Opportunità, Serena Tonel -, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Auspico si svolga in modo tranquillo, senza spettacolarizzazione, senza atteggianti provocatori ed eccessivi. Il Comune non ha intenzione di essere coinvolto in questo genere di iniziative». Le fa eco il vicesindaco Paolo Polidori. «Il diritto a manifestare è sacrosanto, - dichiara -. Siamo persone civili e democratiche, ognuno ha diritto di vivere la propria sessualità come crede e nessuno deve essere discriminato per i suoi gusti sessuali. Diverso il discorso di voler ostentare e strumentalizzare, anche attraverso questo tipo di manifestazioni, il proprio modo di essere. Spero che la manifestazione resti nell’ambito del buon gusto e della civiltà». Il leghista contesta però anche l’annunciata controiniziativa di Forza Nuova. «Non sopporto le contromanifestazioni, - sostiene -. Organizzarle equivale al tentativo di impedire all’altro di manifestate le proprie idee. Ritengo invece sacrosanto il diritto del Comune a non avallare, pur nel rispetto, manifestazioni che fino ad oggi si sono rivelate “sopra le righe”».
Condivide il ragionamento il forzista Bruno Marini: «Una cosa è rispettare chi ha una tendenza sessuale diversa da quella “tradizionale” tra uomo e donna, un’altra è organizzare carnevalate come il Fvg Pride. Sono contrario alla preannunciata contromanifestazione, mentre riterrei opportuno che il mondo cattolico promuovesse una veglia a favore della vita e contro l’aborto: sarebbe la giusta risposta al Fvg Pride». Toni ancora più duri Gabriele Cinquepalmi, neo consigliere di Fi, subentrato in aula a Piero Camber. «Non mi parlate di festa, colore, allergia, diritti o altro, - scrive postando su Facebook le foto di un Gay Pride -. Io vedo solo volgarità e squallore»
Le opposizioni, invece, contestano la linea del primo cittadino. «È vergognosa: il rispetto di ogni persona - dichiara il capogruppo del Pd, Fabiana Martini - è l’unico valore veramente non negoziabile che tutti dovremmo condividere. Lo scrive la Costituzione, sulla quale anche Dipiazza ha giurato». «Sbaglia il sindaco a non concedere il patrocinio perché lo chiedono le associazioni di cittadini di Trieste, - osserva Sabrina Morena di Sel -. Dimostra di non comportarsi come il “sindaco di tutti”». —
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