La figlia di “Sasso” querela la Lega Nazionale

Ritiene diffamatorie nei confronti del padre medaglia d’argento le “rivelazioni” sulla presunta foiba
Di Roberto Covaz

Finisce in Procura della Repubblica la maldestra vicenda della non precisata foiba (o cavità?) dove, secondo il presidente della Lega Nazionale di Gorizia Luca Urizio, sarebbero state gettate nell’immediato dopoguerra tra le 200 alle 800 persone.

Nadia Fantini, figlia di Mario Fantini “Sasso”, comandante della divisione Garibaldi Natisone, medaglia d’argento al valor militare - assistita dall’avvocato Ottavio Romano - ha presentato denuncia per diffamazione. La signora Fantini ritiene che sia stata offesa la memoria del padre. Spiega l’avvocato Romano: «Dallo scorso febbraio la signora Fantini ha dovuto assistere ad una massiccia campagna di stampa che mira ad attribuire al proprio padre - oltre che a tutti i partigiani della Divisione Garibaldi Natisone - la responsabilità di presunti eccidi e di presunte foibe o fosse comuni».

Le “rivelazioni” di Urizio emergono durante la cerimonia all’Ugg in occasione della Giornata del Ricordo. Il presidente cita un documento del 30 ottobre 1945 che «rivela invece la presenza di una foiba rimasta fino ad oggi ancora sconosciuta. Dobbiamo ringraziare il comando dei Carabinieri di Gorizia e di Palmanova, che ci hanno permesso di recuperare alcune testimonianze che confermano la presenza di questa fossa comune, nel territorio di Rosazzo, dove sarebbero state gettate dalle 200 alle 800 vittime della Divisione Garibaldi Natisone, sotto la guida di Mario Fantini "Sasso" e Giovanni Padoan "Vanni", tristemente noti anche per l'eccidio di Porzûs».

Urizio spiega di aver a lungo esplorato archivi di Roma, in compagnia del ricercatore storico Ivan Buttignon, iscritto all’Anpi e socio della Lega Nazionale. Quest’ultimo prenderà poi le distanze da Urizio. Immediate e ripetute le contestazioni dell’Anpi alle uscite di Urizio che, a dispetto di quanto promesso a febbraio, non ha ancora reso pubblici i documenti che attesterebbero quanto va affermando.

Così il sito dell’Anpi ricorda Mario Fantini: «Per le sue battaglie contro i nazifascisti fu decorato di Medaglia d'argento, ma ciò non impedì che, nel dopoguerra, Mario Fantini venisse più volte incarcerato per la sua attività politica e fosse continuamente minacciato dai neofascisti. "Sasso", dopo aver trascorso un anno e mezzo in carcere con l'accusa di essere stato responsabile dell'eccidio di Porzus, fu infine assolto con formula piena».

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