«La giunta antibikini ha collezionato un’altra figuraccia»

Sinistra per Trieste spara  ad alzo zero sul caso via Udine «Mentre le nuove povertà aumentano, loro pensano a chi cammina in costume»
Lasorte Trieste 15/03/16 - Caffè S.Marco, Presentazione Lista Sì Sinistra, Marino Sossi e Aris Prodani
Lasorte Trieste 15/03/16 - Caffè S.Marco, Presentazione Lista Sì Sinistra, Marino Sossi e Aris Prodani

«Con il centro diurno di via Udine l’amministrazione comunale ha incassato l’ennesima figuraccia. Bene fa invece la Fondazione CRTrieste a prendere in mano la situazione». L’associazione politico-culturale Sinistra per Trieste (SpT) si è pronunciata così ieri mattina in conferenza stampa, e cioè prima ancora che si concludesse la riunione del Cda dell’ente benefico, il cui esito era evidentemente prevedibile.

Erano presenti, tra gli altri soci, l’ex consigliere comunale Marino Sossi e Liliana Marchi. «Mentre le nuove povertà crescono anche tra gli italiani - hanno proseguito -, la giunta pensa ai bikini. Ormai la nostra città finisce alla ribalta dei media solo per le brutte figure che questa amministrazione le fa fare, a suon di proclami».

Durante l’incontro sono stati poi presentati i risultati della petizione popolare per conoscere le misure previste dal Comune sulla messa in sicurezza dei pedoni. La petizione, nata su iniziativa di SpT, ha raccolto circa 300 firme ed è di recente approdata a Palazzo, in commissione trasparenza. Si è parlato inoltre della situazione sanitaria cittadina: «Cattinara versa in condizioni drammatiche. Ci sono posti letto fuori reparto e al contempo interi piani abbandonati: è il caso della torre medica. L’Ospedale maggiore non sta molto meglio. Chiediamo al sindaco Roberto Dipiazza di farsi carico della questione invitando in Consiglio comunale l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e le parti sociali. Si tratta di temi di interesse collettivo, che non hanno colore politico». Lettura analoga è stata data allo striscione per Giulio Regeni: «Serviva a testimoniare vicinanza ai familiari da parte di tutta la nostra civiltà, non solo di una parte politica. Sul Palazzo della Regione ci vorrebbe una targa. Chiederemo alla famiglia se è d’accordo». —

LI.G.

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