La pattuglia “rosa” conquista dieci seggi

Exploit delle donne: sette elette in più rispetto a cinque anni fa. Tra le “veterane” resiste soltanto la leghista Piccin

TRIESTE. Invasione rosa. In Consiglio regionale entreranno ben 10 donne. Sette in più della scorsa legislatura. Cinque figurano nella squadra del Pd: oltre alla presidente della Regione Debora Serracchiani, troviamo Sara Vito, già assessore a Gorizia, Silvana Cremaschi di professione neuropsichiatra infantile, Renata Bagatin, e la quarantacinquenne Chiara Da Giau, insegnante. Tre dei cinque seggi che compongono il gruppo M5S saranno al femminile: Eleonora Frattolin, Ilaria Dal Zovo ed Elena Bianchi.

Nella Lega Nord riconfermata Mara Piccin. Consigliere uscente, con 3120 preferenze, è la più votata del Carroccio. Ha preso il quadruplo dei voti dell’ex assessore Federica Seganti, ferma a 790. La lista Tondo ha lanciato Michela Gasparutti, ex sindaco di Tarcento e segretaria dell’ex governatore. Si è piazzata al primo posto per un soffio: con 890 preferenze, 8 in più di Giuseppe Sibau, ha conquistato il posto in aula.

Fino a pochi giorni fa piazza Oberdan poteva contare appena su 3 donne: la già citata Mara Piccin, Annamaria Menosso, consigliere del Pd e vice-presidente del Consiglio regionale, e l’ex assessore del Pdl Alessia Rosolen, successivamente consigliere di Un’Altra Regione, il partito di Franco Bandelli che in questa tornata elettorale non ha conquistato i voti necessari per garantirsi il seggio.

Se l’aula da questo punto di vista mostrava limiti evidenti nelle cosiddette “quote rosa”, più volte contestati dalla Commissione delle Pari Opportunità, lo stesso non si può dire della giunta. Nell’esecutivo, per legge, trovavano posto varie donne: l’assessore alle Finanze Sandra Savino, neo parlamentare (alla quale è poi subentrata Indira Fabbro), l’assessore alle Attività produttive Federica Seganti e l’assessore al Lavoro Angela Brandi. In attesa di conoscere, nei prossimi giorni, la futura composizione dell’esecutivo, Serracchiani ha lanciato ampie aperture in questo senso. Nel suo discorso iniziale di lunedì, nel pieno dei festeggiamenti post- elezione, la neo- governatrice ha affermato di aver già messo “un paletto” culturale. La presenza femminile, appunto, personificata dal suo ruolo di governatore del Friuli Venezia Giulia.

Il Consiglio, va ricordato, proprio negli ultimi scampoli di legislatura aveva detto no alla doppia preferenza di genere bocciando un emendamento del Pd inserito nella legge “omnibus”. (g.s.)

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