La prefettura allerta sindaci e associazioni: «Presto nuovi arrivi»
GRadisca. I flussi migratori che interessano le province di Gorizia e Trieste non sono terminati. E il governo non sottovaluta il fenomeno, chiedendo ai sindaci, alle istituzioni e alle associazioni del territorio di tenersi pronti per fronteggiare eventuali nuove ondate provenienti dalla cosiddetta “Rotta balcanica”. Concetti emersi ieri nella sede della Prefettura, nel corso di una riunione del Tavolo per l’Accoglienza, l’organismo che periodicamente coinvolge Prefettura, Questura, Azienda sanitaria, sindaci, cooperative sociali e associazioni di volontariato attive nel settore dell’assistenza ai migranti.
A ragguagliare i sindaci, il viceprefetto Antonino Gulletta che ha riferito dei flussi di migranti che stanno interessando il confine triestino (una cinquantina di persone intercettate nelle ultime ore) ma anche quello goriziano, dove è fresca la notizia del ritrovamento di 17 persone, riaccompagnate in Slovenia ad eccezione di un minore.
Secondo le informazioni della Prefettura, si tratta di una diversa tipologia di migrante: non più proveniente da Paesi come Austria e Germania, dove hanno magari già vissuto per un periodo, ma veri e propri “primi ingressi” in Italia, persone bisognose di prima assistenza. Per questa ragione è stato chiesta alle associazioni una certa disponibilità d’intervento.
La Prefettura ha riferito anche sul futuro di Cpr e Cara (il primo vedrà concludersi i lavori a luglio, entrambe le strutture attendono la conclusione dei rispettivi bandi di gestione) e all’annunciato alleggerimento per il Fvg di 2 mila richiedenti asilo da trasferirsi in altre regioni. «Un’azione che potrebbe concretizzarsi, ma non è chiaro se riguarderà anche il Cara di Gradisca e, se la risposta fosse affermativa, se questo non servirebbe solamente a liberare degli spazi per un ricambio di persone all’interno del centro, mantenendo le attuali 200 presenze. Scenario che naturalmente non ci auguriamo», commenta il sindaco di Gradisca Tomasinsig. –
L. M.
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