LA REALTÀ DELLE COSE

«Basta un poco di zucchero e la pillola va giù...», così cantava la straordinaria Julie Andrews alias Mary Poppins e come era facile da prevedere quello zucchero necessario a buttar giù la pillola, nel corso del film si rivelava sostanza magica a cui i bimbi avevano facile accesso mentre agli adulti, ai padri di famiglia, agli impegnati ”banchieri” rimaneva misteriosamente preclusa. A sentire il messaggio inviato da Giorgio Napolitano e le parole di Luca di Montezemolo, si ha la sensazione che davvero ci vuole poco, poco, poco e l'Italia riprende il posto che le è dovuto, il primato nell'acchiappare i flussi turistici internazionali divorandosi una bella fetta di quei cento e più milioni di turisti potenziali appena entrati nell'Europa dei 26.


Basta davvero un ”poco di zucchero” la cui misteriosa composizione nel caso ci viene graziosamente rivelata. Servono dunque ”dotazioni infrastrutturali e servizi di accoglienza e ospitalità”, ”un costante miglioramento degli interventi diretti alla protezione dell'Ambiente e alla conservazione del patrimonio artistico e culturale del Paese”; mescolato tutto ciò per bene va applicata la ricetta confindustriale i cui principali ingredienti sono: ”puntare alla qualità”, ”fare sistema”, ”coordinamento”, ”attenzione a 360 gradi al turismo” (se sono 359 sono guai), ”fare rete”, ”fare squadra”, ”un nuovo impegno sul piano del marketing, ”aziende sempre più grandi, che sappiano mettere in campo politiche innovative”, ”un cambio di passo”, e per concludere l'immancabile ”una politica che decida”. Shakerate per bene tutto questo e l'Italia tornerà al primo posto al mondo come polo di attrazione turistica, dal quinto in cui è scivolata.


Nella lettura del capo di Confindustria che - si sussurra e noi diligentemente riportiamo - potrebbe domani essere il capo di un nuovo governo che ”decide”, tutto è rinviato ad un sistema ”paese”, cui vanno restituite funzionalità, obiettivi, ovvio coordinamento e conseguente decisionalità. Insomma lo zucchero è lì basta allungare la mano... Di seguito interviene Rutelli che segnala i punti di debolezza, gli sforzi che sta facendo il suo ministero, affronta le difficoltà nel rapporto qualità-prezzo sia nei comparti di massa che in quelli di nicchia, parla con cautela della riforma del trasporto aereo, si sofferma sulla necessità della destagionalizzazione con la riforma del calendario scolastico, parla del portale turistico.


Insomma il politico ”puro”, vira verso una problematicità e gradualità di approccio, che lasciano trasparire un dolente ”pragmatismo” e più rarefatte possibilità di volare. E lo zucchero è sempre più lontano... Infine parla Illy l'imprenditore ”prestato” alla politica e dopo aver affermato che ”dobbiamo tornare leader a livello mondiale” subito si cala nel concreto contesto regionale, pensa ai collegamenti con l'Europa centro-orientale, annuncia ”la nascita in Friuli Venezia Giulia del primo centro in Italia di alta formazione per manager e imprenditori del turismo”, e la ”costituzione della Fondazione per Aquileia, premessa per valorizzare il secondo sito archeologico italiano”. Due sole cosette ma precise, precise e tutte, come appare logico dato il ruolo, calate all'interno dell'orizzonte regionale, quasi che fosse possibile agire e cambiare ”solo” a partire dalla dimensione locale, estesa quanto si vuole, ma pur sempre locale. E con Illy lo zucchero è davvero lontano... e - per buffo che possa apparire - le magie confindustriali, appaiono per quello che sono, magie.


Poi Illy e Montezemolo parlano fitto fitto e a lungo. La matrice per i due è la stessa, l'imprinting anche, la filosofia apparirebbe condivisa: tutto lascerebbe immaginare che il richiamo di ”un governo che decida”, che il fascino di un'imprenditoria che si presta alla politica nazionale questa volta, sia là in agguato. È possibile. Ma ascoltandoli e leggendo le loro parole, a me sembrano incomparabilmente lontani. Da un lato lo zucchero di Mary Poppins, dall'altro una medicina - spesso amara - ma salutare.

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