La Sanitaria una dinastia in piedi da cinquant’anni al servizio delle donne

Bonaventura Monfalcone-20.08.2019 Anniversario 50ennale-Sanitaria-Via IX Giugno-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-20.08.2019 Anniversario 50ennale-Sanitaria-Via IX Giugno-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



È stato il negozio che ha fatto scoprire ai monfalconesi gli zoccoli del Dottor Scholl negli anni ’70, permettendo allo stesso tempo alle donne con taglie importanti di trovare corsetteria e costumi da mare adatti a loro. La Sanitaria di via 9 Giugno ha continuato a farlo nel corso degli ultimi 50 anni, dopo aver raccolto, nel 1969, l’eredità della famiglia Giordani, che nei locali ora occupati dal panificio Miniussi aveva aperto la prima attività commerciale del genere in città nel secondo dopoguerra. «È lì che mia nonna Rina – spiega la titolare, Cristina Visintin, affiancata dalla madre Stelia Bottaro – lavorava, con la sua abilità di sarta, per adattare corsetti e le allora famose ventriere Berné. Negli anni ’40 non c’erano ancora i materiali sintetici ed elastici che sono venuti dopo e nemmeno una scelta enorme di taglie».

Quando l’unico rimasto dei Giordani decise di cedere il negozio Rina si fece avanti assieme alla figlia Stelia, che nell’attività non aveva mai lavorato. «Devo dire che furono davvero comprensivi, perché accettarono li pagassimo a rate e non in un’unica soluzione – spiega Stelia –. D’altra parte tanti soldi non c’erano, se non la paga da operaio della Solvay di mio marito». C’era, però, già l’esperienza accumulata da Rina e la gran voglia di fare e mettersi in gioco di Stelia, capace poi di trasmettere alla figlia Cristina la stessa capacità di rapportarsi con i clienti e di affrontare i cambiamenti del mercato e del commercio nel suo complesso. «Comunque, quando ho iniziato a stare dietro il bancone alla fine degli anni ’60 le cose erano già cambiate – sottolinea Stelia –. Erano usciti nuovi materiali e noi ci siamo specializzate nell’estensione delle taglie e della corsetteria, pur fornendo anche articoli “tipici” per una sanitaria».

Nel negozio di via 9 Giugno è possibile trovare reggiseni fino alla dodicesima taglia o con coppa ben oltre la classica B o C utilizzata dalla media delle donne italiane. Lo stesso vale per i costumi da mare. Insomma, quanto nelle catene in franchising è pressoché impossibile scovare. Specializzazione, qualità e, sì, cortesia continuano a fare quindi la differenza, attirando acquirenti anche da Trieste e Gorizia, in anni che per il comparto, soprattutto quello inserito in un contesto urbano, si sono fatti sempre più difficili, sotto la pressione della grande distribuzione prima e dell’e-commerce poi. «Anche noi, comunque, siamo diventate più tecnologiche – spiega Cristina Visintin –, perché alle clienti inviamo messaggi sugli smartphone o via mail per annunciare offerte e promozioni». Come quelle riservate alle più affezionate in occasione dei 50 anni dall’apertura, assieme a una borsa per fare la spesa.

«Adesso stiamo aspettando l’appuntamento con lo Sbaracco, per noi davvero una festa del commercio, che torna a riempire la città e alla quale abbiamo sempre aderito in modo convinto», sottolinea Cristina. —



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