La scuola Dante sarà abbattuta Accantonata la Toti Bergamas

La scelta della giunta Tomasinsig prevede la ricostruzione però divide Gradisca con la lista Per il Bene Comune che si astiene mentre l’opposizione va all’attacco
Luigi Murciano

GRADISCA

Avanti senza indugi sulla nuova scuola primaria in via Garibaldi a Gradisca (con contestuale demolizione dell’attuale). La giunta Tomasinsig chiude definitivamente la porta alla costruzione della nuova sede antisismica e green dell’elementare Dante nell’area della caserma Toti Bergamas. Un’opzione – teoricamente – ritornata possibile in estate, con la dichiarata intenzione del Demanio di cedere l’area dell’ex compendio militare di via Papalina al Comune (assieme a Castello e una porzione dell’altra caserma Polonio). Abbastanza, per l’opposizione consiliare, per proporre una mozione a firma del capogruppo Renzo Gerometta (Gradisca che verrà) con cui invitare l’esecutivo a «soprassedere sul progetto di costruzione e demolizione in via Garibaldi» e «tornare all’idea originaria alla Toti, attingendo ai fondi del Pnrr».

Sullo sfondo, le note polemiche per il contributo da 3,25 milioni andato sfumato nell’inseguire l’opzione dell’ex caserma, con lo stesso Gerometta, l’altro civico Verdimonti (Cittadini) e il gruppo Lega ad accusare la giunta di essersi incaponita sul sogno-ex caserma «senza prevedere piani alternativi e facendoci perdere tempo e risorse». La mozione-Gerometta non è passata, seppure col “brivido” – per la maggioranza – dell’astensione della civica Per il Bene Comune, i cui consiglieri Cernic e Sinicropi hanno tagliato corto: «La mozione ci ha ricordato che la costruzione della scuola alla Toti era un pilastro del programma elettorale – la posizione che lascia intendere di aver considerato di votare con l’opposizione –. Ma considerate le faziosità emerse da ambo gli schieramenti, abbiamo preferito astenerci».

Il sindaco archivia con fair play («voto che mi ha stupito, ma tutto sommato dimostra attenzione per il futuro dell’area demaniale su cui inizia un’altra partita») mentre è toccato a un lungo e dettagliato intervento dell’assessore all’Urbanistica Alessandro Pagotto e allo stesso sindaco ricostruire la situazione. «Non esistono piani A, B o C, ma progetti validi e perseguibili – sostiene –. L’ipotesi Toti è sfumata perché serviva una forte volontà per concretizzarla da parte di tutti i soggetti coinvolti. A qualcuno questa volontà è mancata: non a noi». Il riferimento al tavolo che coinvolgeva anche Demanio, ministero della Difesa, Regione.

«Bocciate per ragioni urbanistiche e di sicurezza altre opzioni come il terreno comunale di via dell’Agricoltura, la nuova scuola in via Garibaldi è l’unica opzione che ottimizza tutti gli aspetti». Opzione che, secondo il sindaco, è ormai concreta: «La richiesta di contributo alla Regione ha ottenuto un ottimo piazzamento in graduatoria, e altrettanto buone chance di venire finanziato – spiega-. Impensabile tornare indietro ora. La sdemanializzazione della Toti e degli altri beni demaniali, sbloccatasi in estate, è una notizia splendida ma avrà tempistiche lunghe, incompatibili con l’urgenza di avere finalmente una nuova scuola sicura. Altrettanto corti i tempi per il Pnrr. L’intervento andrà oltre quello meramente edilizio ma sistemerà l’area compresa fra via Garibaldi e via Mazzini anche dal punto di vista della sicurezza viaria e dei parcheggi. E il cantiere non inficierà l’attività scolastica: i bambini non saranno esiliati per le lezioni, i lavori avanzeranno a step». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo