La seconda vita dei Giardini pubblici fra concerti e cultura per battere il Covid

Alex Pessotto
Nessuno ne ha colpa, se non il Covid. Ma, di questi tempi, un appuntamento al Verdi ottiene al massimo 82 spettatori soltanto, per l’applicazione delle norme di sicurezza. All’aperto, i protocolli sono meno severi e, in una stagione che non invita davvero a chiudersi in un teatro, il concerto ai Giardini pubblici ha costituito una boccata d’ossigeno per gli 80 appassionati che hanno trovato posto a sedere e per gli altri che hanno assistito all’evento stando in piedi. Il risultato ha fatto felice l’amministrazione comunale che, tra l’altro, nei giorni scorsi ha affermato – a parlare è stato il sindaco Ziberna – la volontà di valorizzare il parco municipale, ma, appunto, anche gli stessi Giardini Pubblici, rendendoli più belli, d’accordo con la Soprintendenza.
«Stiamo chiedendo la disponibilità ad alcune realtà del territorio (penso alla Casa delle Arti di Claudio Pio Liviero e alla GoMusic di Giorgio Magnarin) di voler organizzare le loro iniziative, “Note in città” e il “Cantaquartieri”, proprio ai Giardini – anticipa l’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti –. Si tratta di manifestazioni certamente consolidate che riscuotono tanto interesse nell’offerta culturale estiva di Gorizia. Inoltre, svolgere queste attività all’aperto permetterebbe alla cultura di essere ancor più utile di sempre e di portare indotto a quel tessuto commerciale che il Covid ha indebolito: prima e dopo gli eventi, infatti, è naturale che il pubblico si fermi in città per fare degli acquisti o per consumare un aperitivo, una cena».
In ogni caso, la scelta di allestire gli appuntamenti di Verdid’estate all’interno del teatro e non al parco municipale, che sempre la ospitava, non è stata certo estemporanea: suggerita da Walter Mramor, che ne è l’esperto direttore artistico, e avallata, fatta propria dal Comune, si propone di riavvicinare i goriziani al massimo teatro cittadino, dopo il blocco imposto dal Covid e in attesa che il prossimo cartellone 2020-2021, tra le mille incertezze del momento, venga svelato. Per quanto lodevole, per quanto intelligente, tuttavia, tale scelta, aspettando che le norme diventino meno restrittive, deve però fare i conti con limitazioni non di poco conto per quanto riguarda il numero massimo di spettatori che possono, con il distanziamento, entrare a teatro.
«Qualsiasi manifestazione che sarà organizzata ai Giardini, comunque non andrà in contrasto con “Verdid’estate” – tiene a puntualizzare Oreti –. Faremo quindi un’attenzione notevole a evitare accavallamenti per quanto riguarda l’offerta culturale cittadina». Per ora, un calendario degli appuntamenti che si svolgeranno ai Giardini pubblici non c’è, né sono in programma altri eventi con protagonista il Verdi di Trieste, anche se la collaborazione tra il teatro giuliano e il Comune è stata affermata da più parti: dal sindaco Ziberna, dall’assessore Oreti e dal sovrintendente del Verdi, Stefano Pace. Proprio l’orchestra d’archi del teatro triestino si è esibita ai Giardini la domenica sera, dopo che il maltempo ha costretto a rinviare l’appuntamento di un giorno, in quello che vuol essere il primo passo di una sinergia futura. “Serenate elegiache” è stato il suo titolo. –
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