La squadra mobile: «Videosorveglianza vitale e decisiva»
A lanciare il sasso era stato, qualche giorno fa, il capo della squadra mobile Claudio Culot. Presentando gli esiti delle indagini relative ai casi delle truffe del “falso avvocato” aveva evidenziato come «vitali e decisive» erano state le immagini delle telecamere in grando di leggere il numero delle targhe dell’auto. Aveva anche rilevato che «essendo pochi i lettori di targa disponibili nella nostra città», gli inquirenti avevano dovuto ricorrere alle immagini delle telecamere di altre città. «La nostra ricerca - erano state le sue parole - si è dovuta concentrare su luoghi distanti da Gorizia». Insomma, la Polizia era dovuta ricorrere alle telecamere dislocate in altri centri della provincia: telecamere, appunto, dotate vdel dispositivo di lettura delle targhe. Qualche giorno più tardi, lo stesso Culot aveva ribadito che «tali dispositivi sarebbero un buon investimento per la sicurezza pubblica». Ed è qui che si inserisce la nuova acquisizione del Comune di Gorizia di cui parliamo diffusamente nel servizio di apertura.
«Qualcosa, in effetti, si sta muovendo - aveva aggiunto lo stesso capo della squadra mobile - ma, rispetto ad altre realtà assai più attrezzate come Monfalcone, a Gorizia c’è ancora da fare». Così come c’è da fare in tante le località della provincia che non hanno ritenuto di effettuare investimenti nel capo della videosorveglianza. E non si tratta di un auspicio formulato dalla politica e da una parte specifica (leggi centrodestra) ma è una richiesta che viene formulata da chi opera “sul campo” e sa perfettamente quanto possa essere importante, per agevolare le indagini e individuare i malviventi piccoli o grandi che siano, dei buoni impianti di telecamere specificatamente dotati di impianti di lettura delle targhe delle auto.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








