La stretta contro la movida “molesta”

Controlli a tappeto della polizia tra i locali e le zone più frequentate in estate

Un controllo capillare e mirato sul territorio con sette posti di blocco, 29 controlli amministrativi in pubblici esercizi e una presenza costante nelle zone più frequentate dai minorenni, nelle piazze e nei locali più affollati.

È proseguita anche la scorsa settimana l’intensa attività messa in atto dalla Questura con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine di Padova, chiamato a supporto per non distrarre gli equipaggi della Squadra volante dalle emergenze. «I controlli proseguono, la nostra presenza sul territorio è garantita, è costante anche per dare delle risposte alle preoccupazioni della cittadinanza», spiega il questore Isabella Fusiello che, fin dal suo insediamento, ha inteso dare risposte concrete ai triestini che chiedevano più sicurezza. Nel corso della passata settimana, proprio partendo dalle zone più sensibili, sono state controllate 301 persone, di cui 88 con precedenti. Una persona straniera è stata indagata per la sua posizione irregolare sul territorio nazionale.

Le zone dove durante l’intera giornata si concentrano i controlli sono Barcola, viale Miramare, piazza Goldoni, viale XXX Settembre e le Rive, oltre alle zone dove si concentra la così detta “movida” o dove i cittadini hanno segnato alla polizia situazioni di disagio. Sono stati poi effettuati sette posti di blocco. Ben 1.355 tra automobili, furgoni, motocicli sono stati controllati mediante il sistema di rilevazione automatizzata delle targhe.

E non si ferma come detto neanche l’attività di controllo nei pubblici esercizi, dove viene valutato il rispetto di tutte le normative di carattere amministrativo e accertato non venga somministrato alcol ai minori. La Questura non si limita a controllare la gestione del locale: sotto stretta sorveglianza sono anche gli avventori. Comportamenti molesti e schiamazzi non sono tollerati. È nel corso di questo tipo di attività che è stata disposta la chiusura temporanea di un locale di via Settefontane. Il provvedimento è stato adottato ai sensi dell’articolo 100 del Tulps che prevede la sospensione della licenza in caso di «tumulti o gravi disordini», o «qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose» o in presenza di «un pericolo per l’ordine pubblico, la moralità pubblica, il buon costume o la sicurezza dei cittadini».(l.t.)

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