La “sushi mania” è senza crisi Aperti sette locali tutti diversi

la TENDENZA
Gorizia, Giappone. Il sottile filo rosso che unisce l’estremo oriente della regione e d’Italia, il capoluogo Isontino, e l’estremo oriente tout court, con la terra del Sol levante, si annoda a tavola. Dove, è ormai un dato di fatto, in riva all’Isonzo va sempre più di moda il sushi. Lo raccontano i numeri e le insegne che hanno fatto e stanno continuando a fare capolino in città, dove negli ultimi anni e negli ultimi mesi si sono letteralmente moltiplicati i locali specializzati in cucina giapponese (e asiatica in generale, in molti casi), e dove l’ultimo arrivato in ordine di tempo ha aperto i battenti proprio in queste ore, ridando vita a uno degli spazi più ricchi di storia e fascino in piazza Vittoria.
Là dove, al civico 34, si trovava la più vecchia farmacia goriziana – con antichi documenti che ne certificano la presenza diversi secoli or sono –, e dove anche in tempi decisamente più recenti aveva sede una delle più note farmacie cittadine, oggi c’è “Sushi Miguto”, che inizia la sua avventura con il servizio per asporto ma appena possibile a emergenza Covid superata opererà anche come ristorante vero e proprio.
I profumi di pesce, in verità, da queste parti non sono una novità, visto che dopo il trasferimento della farmacia, nel 2017 negli stessi spazi aveva aperto il ristorante di mare “Moscardino Bistrot”, e dal luglio 2019 a oggi le volte in pietra dell’antico locale avevano ospitato anche alcune iniziative temporanee di ristorazione. Ora, invece, la svolta asiatica, che prosegue nel solco già tracciato in città da altre sei proposte, dai classici locali con la formula “All you can eat”, economica e in gran voga soprattutto tra i giovani, fino ai ristoranti per asporto, per arrivare a proposte più raffinate e di nicchia.
In ogni caso sette ristoranti di sushi non sono pochi in una cittadina di poco meno di 34 mila abitanti dove invece molto spesso si vedono abbassare le serrande locali di altro tipo. In sostanza in questi anni quella orientale è l’unica cucina “etnica” che è stata capace di attecchire e avere successo con diversi ristoranti in riva all’Isonzo. Una tendenza opposta a quella consueta che trova origine sicuramente nella moda del momento, ma anche nell’essenza fortemente “esperienziale” del sushi, pietanza lontana dalle nostre abitudini occidentali, che si gusta con le bacchette, e in una sorta di rito condiviso.
«Se ci sono tanti locali di questo tipo è perché la cucina giapponese e asiatica in generale piace alle persone – spiega Yao Jiwang, titolare cinese del nuovo “Sushi Miguto” di piazza Vittoria -, e anche perché qui il sushi rappresenta ancora un qualcosa di relativamente nuovo e dunque attraente. L’obiettivo è comunque accontentare i gusti di più persone possibili, dai giovani ai meno giovani, fino alle famiglie, e non a caso noi proponiamo anche i piatti caldi tipici e più conosciuti della cucina cinese». Proposte queste che sono comuni del resto anche ad altri locali che, come “Miguto”, offrono a Gorizia tanto la formula del “tutto compreso”, con la possibilità di mangiare a sazietà a prezzo fisso, quanto piuttosto il menù alla carta. Con il sushi che, peraltro, si declina facilmente nella formula dell’asporto che per forza di cose è in voga oggi. Già piuttosto noti e frequentati in città sono i vari ristoranti “Yuxi” di piazza Municipio, “Oishi” di via Marconi, o quel punto vendita della catena “Sushiko” che qualche anno fa riuscì a prendere il posto in via Trieste niente meno che degli hamburger di McDonald’s.
Una proposta diversa, a metà tra un bar e un ristorante, è quella del “Sushi Bar” di piazza De Amicis, mentre di recente a Gorizia è sbarcato anche un avamposto dei ristoranti “Shi’s”, che appoggiandosi ai locali del “Wiener Haus” di piazza Battisti propone per ora solo asporto e consegne a domicilio. Senza contare che il goriziano è coperto, pur senza una sede fisica in città, ma utilizzando gli iconici “food truck” e fattorini, anche dalla proposta giapponese-hawaiana di “Maracaiba”.
A differenziarsi tra tutte queste proposte piuttosto simili tra loro per filosofia e impostazione c’è poi “Il vostro Eden” di viale 20 settembre, ristorante gourmet di sushi inserito tra le altre nelle guide di Slowfood e Gambero Rosso. «Il sushi piace per la sua filosofia, e anche perché, se fatto nel modo giusto e con la massima attenzione agli ingredienti che locali di alta qualità possono offrire, oltre che intrigante è un cibo fondamentalmente molto sano – racconta Lara Starz, sommelier nel direttivo dell’Aibes Fvg e sake sommelier che con lo chef Adriano Maniacco e l’anima tutta italiana del locale –. Ma gli appassionati sono attratti anche da proposte come la pregiata carne di manzo Wagyu, che è ancora una sorta di rarità da queste parti. Il nostro cliente tipo? Lavoriamo con goriziani che amano questo tipo di cucina, ma soprattutto e in maggioranza con clienti che, prima della pandemia e del lockdown, arrivavano qui dal resto della regione e dalla Slovenia, oltre che con i turisti». —
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