L’Accademia della Follia ricorda: «Tanta voglia di riscatto in Parisi»

L’uomo deceduto al Pedocin era un attore della compagnia teatrale  

il personaggio



Era uno degli attori dell’Accademia della Follia, e proprio a teatro aveva trovato un’occasione di riscatto, dopo una vita non semplice. Roberto Parisi, l’uomo morto in seguito a un malore al Pedocin il 18 settembre scorso, era stato uno dei protagonisti del documentario “La città che cura”, e si preparava ad andare in scena nei prossimi mesi con un nuovo spettacolo. Da dieci anni, recitando, aveva trovato nuovi stimoli. A raccontarlo Pavel Berdon, che fa parte della stessa Accademia.

«Mi occupo di dare una mano al gruppo, mettendo a disposizione le mie competenze – racconta – e ci tenevo a ricordare Roberto. Era arrivato una decina di anni fa, in seguito a un ictus. Una persona ingenua, fragile, che aveva avuto alcuni problemi con la giustizia, ma che proprio a teatro aveva trovato una nuova strada. In questi giorni – dice – lo commemoriamo alle prove di “Tu che fai?”, al quale anche lui partecipava, che andrà in scena al Rossetti, un omaggio a Claudio Misculin, fondatore dell’Accademia della Follia, recentemente scomparso».

Prima ancora, Parisi era stato al centro del film documentario “La città che cura”, del 2019, diretto da Erika Rossi, che racconta la vita di periferia, segnata spesso dalle difficoltà, descritte attraverso tre storie: Plinio, un anziano pianista ipocondriaco, Maurizio, che paga lo scotto di una vita di eccessi, e appunto Roberto, che affronta la fatica di vivere dopo un grave ictus.

«Soprattutto nell’ultimo periodo – ricorda Berdon – aveva problemi nei movimenti, lamentava dolori alla schiena. Ma veniva sempre alle prove e aveva voglia di mettersi in gioco, di prendere parte alle iniziative proposte. Gli davamo sempre un supporto, anche quando gli mancava la parola per i danni causati dall’ictus. Era un tipo simpatico, dolce, si percepiva che aveva avuto un vissuto non facile e che l’aveva superato ormai da tempo. Era stato per lui una lezione di vita. Ci dispiace molto per quello che è successo». —





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