L’acqua come la benzina: a Gorizia tassa da 700mila euro

L’Authority impone 5 centesimi per metro cubo da destinare ai terremotati ma nell'Isontino scatta la ribellione. Il presidente Gherghetta: «Quella è un’accisa. Diffideremo Irisacqua dall’applicarla»
Foto BRUNI TRieste 17 06 2011 Fontanelle chiuse della Stazione Ferroviaria
Foto BRUNI TRieste 17 06 2011 Fontanelle chiuse della Stazione Ferroviaria

L’acqua come la... benzina. Con i costi “gonfiati” da accise, tasse, balzelli.

A sentire il presidente della Provincia (e del Cato, la Consulta d’ambito territoriale ottimale) Enrico Gherghetta il rischio è tutt’altro che remoto. E non certo per colpa degli enti locali, bensì dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg), cui il decreto “Salva Italia” ha attribuito il compito di determinare le tariffe in tutta Italia. Già alcune settimane fa c’era stato un caliente botta e risposta fra Cato e Aeeg sui possibili aumenti futuri, con l’Autorità che aveva tranquillizzato sindaci e Consulta. Oggi c’è un nuovo e inatteso sviluppo. «Tutto nasce - spiega Gherghetta - dall’introduzione di una vera e propria tassa sull’acqua imposta dall’Aeeg: Aeeg che, secondo il mio parere, non avrebbe nemmeno il potere legale per imporre un simile provvedimento. In pratica, si tratta di 5 centesimi per metro cubo di acqua consumata che dovrebbero alimentare un fondo in favore dei territori colpiti dai recenti terremoti».

La “tassa

sull’acqua”

«Ciò significa andare a chiedere alle famiglie altri soldi - rincara il presidente della Provincia -. Facciamo un po’ di conti: annualmente, nell’Isontino, si registrano consumi d’acqua pari a 13 milioni di metri cubi. Ciò significa che applicando quella che definisco “l’iniqua tassa sull’acqua” dovremmo andare a chiedere alle famiglie dai 600 ai 700mila euro all’anno. Poniamo che un nucleo familiare consumi mediamente 200 metri cubi d’acqua in dodici mesi: significa che dovremmo appensantirle la bolletta di dieci euro».

Aumenti che, in tempi di crisi pesantantissima, nè Gherghetta nè tantomeno i sindaci vogliono applicare. C’è stata anche una riunione d’ambito del comitato ristretto in cui si è parlato in lungo e in largo di questa novità che ha tutti i connotati della doccia gelata. «Intendiamoci: non siamo contro l’istituzione di un fondo pro-terremotati. Siamo contro la nascita di un fondo permanente che oggi verrà sì utilizzato in favore delle popolazioni dell’Emilia Romagna, poi si perpetuerà nel tempo: proprio come capita con le accise applicate al prezzo della benzina. Di fronte a questo scenario, non ci stiamo. Come Autorità d’ambito abbiamo già diffidato Irisacqua ad applicare tali aumenti: aumenti che, peraltro, dovevano già scattare dal primo gennaio... scorso».

Battaglia legale

alle viste

Gherghetta annuncia che in tempi brevissimi verrà convocata l’assemblea dei soci per decidere tutti assieme i prossimi passi. «Il mio intento è di condurre una battaglia legale su questo argomento. Poi magari la perderemo ma non è giusto che l’Autorità, che a parer mio non è nemmeno autorevole, faccia il bello e il cattivo tempo. Purtroppo, l’Aeeg si sta dimostrando molto attenta ai bilanci delle aziende e non ai bilanci delle famiglie».

Il presidente chiude con un augurio. «Credo sia giunto il momento che la Regione vada a ribadire le proprie prerogative, lasciando da parte queste incomprensibili direttive dell’Autorità. In questa vicenda c’è una montagna di cose che non vanno e noi vogliamo andare sino in fondo. Per questo, lo ribadiamo, andremo a Milano e incontreremo i vertici dell’Aeeg: spiegheremo loro che la realtà isontina è virtuosa e si autosostiene, senza andare ad applicare altri aumenti».

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