Ladro all’opera sulla Msc Seaview

Durante il trasferimento a Genova operaio del subappalto residente a Ronchi ruba orologi di lusso
Bonaventura Monfalcone-04.06.2018 Consegna Msc Seaview-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.06.2018 Consegna Msc Seaview-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Novello Vincenzo Peruggia all’opera a bordo della Msc Seaview durante la rotta Monfalcone-Genova.

Non avendo da rubare il quadro della Gioconda il marittimo-mariuolo si è concentrato su alcuni orologi di lusso asportandoli da una delle gioiellerie presenti sulla nave passeggeri appena costruita a Monfalcone e che sabato è salpata dal capoluogo ligure per la prima crociera.

Autore del furto è un rumeno di trent’anni, H.I. le sue iniziali, residente a Ronchi dei Legionari e dipendente di una ditta del subappalto Fincantieri.

L’uomo era stato imbarcato, come altre decine e decine di operai, per ultimare alcuni lavori del colosso Msc. La notte prima dell’arrivo a Genova, è uscito dalla cabina e a colpo sicuro, secondo quanto pensava lui, si è diretto al negozio.

Ha armeggiato un po’con la serratura fino ad averne ragione. Poi, una volta all’interno, il ladro rumeno ha concentrato la sua attenzione su alcuni orologi di gran qualità. Soddisfatto del bottino è rientrato in cabina per abbandonarsi al sonno dei vincitori.

Il furto è stato scoperto solo nel primo pomeriggio quando è cominciata la fase di dettaglio propedeutica alla partenza della crociera una volta esaurite le cerimonie.

Al mattino intanto, come gli altri lavoratori, H.I. era sceso dalla Msc Seaview facendo perdere le sue tracce e ritornano successivamente a Ronchi dei Legionari.

Dove lo hanno pescato gli agenti della polizia del commissariato di Monfalcone. Nella sua abitazione hanno trovato gli orologi rubati e dunque a carico di H.I. è scattata la denuncia a piede libero per furto.

Già, ma come hanno fatto gli investigatori ad arrivare all’identità dell’operaio con la passione per gli orologi?

È più semplice di quanto si possa pensare.

Semplicemente, pur essendoci a bordo della nave solo lavoratori e personale dell’equipaggio, erano già state attivate le telecamere di sorveglianza.

All’insaputa evidentemente del ladruncolo il quale, si evince dalle riprese, non è parso preoccuparsi di essere ripreso.

L’analogia con il ladro della Gioconda, appunto Vincenzo Pietro Peruggia, sta nel fatto che entrambi si trovavano all’interno del luogo in cui hanno commesso il colpo per motivi di lavoro: H. I. sulla Msc, Peruggia come imbianchino al Louvre.

Per la cronaca il colpo del secolo (scorso) fu messo a segno verso le sette di lunedì 21 agosto 1911.

L’analogia finisce qui ovviamente.

Resta per la Msc il sollievo di aver collaudato alla grande l’impianto interno di videosorveglianza e va dato merito agli investigatori di aver risolto presto il caso. Non è una buona pubblicità invece per l’appalto e il subappalto della Fincantieri, realtà che continua a far discutere in città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo