L’ammiraglia naviga sui fanghi Perdòn con Madonna traballante

«Mi è corso un brivido freddo lungo la schiena quando ho visto la statua della Madonna degli Angeli traballare, dopo che la Stella del Mare ha urtato il fondo del canale», mentre il corteo di pescherecci procedeva verso l’Isola Santuario.
È stata la senatrice Raffaella Marin a raccontare quanto ha avuto modo di osservare (era imbarcata assieme al sindaco Raugna e al consigliere regionale Bernardis su uno dei pescherecci del convoglio) arrivando a Barbana.
Giuliano Felluga, coordinatore dei volontari della Protezione civile che gestiscono la barca ammiraglia Stella del Mare, ha spiegato che la barca ammiraglia ha navigato per un centinaio di metri strisciando sul fango, pertanto inclinandosi, anche piuttosto vistosamente. Era stata ritardata la partenza della processione votiva di mezz’ora di fronte alla vistosa bassa marea, tuttavia il raschiamento dei fanghi s’è rinnovato. I motoscafisti di linea domenica hanno dovuto imbarcare meno passeggeri ad ogni viaggio. Insomma, ci risiamo con l’annosa questione-fanghi. «Ottocento anni di tradizioni – ha affermato ancora la senatrice Raffaella Marin – rischiano di doversi interrompere a causa dell’insabbiamento inesorabile dei canali». La parlamentare ha scattato anche una foto, ritrae una barca a vela appoggiata su un fianco in piena secca, proprio davanti alla statua della Madonnina del Mare che accoglie i naviganti all’ingresso del canale.
«Tutto questo in un quadro generale che vede un costante peggioramento delle condizioni di navigazione da diporto – ha osservato la senatrice –, in particolar modo per le imbarcazioni a vela. Si tratta anche di un forte condizionamento per le escursioni in laguna con le motonavi, costrette a navigare solamente con marea favorevole».
Un peggioramento che coinvolge le realtà turistiche in laguna e dell’Isola del Sole, compromettendo l’attività degli allevamenti ittici costretti ad abbandonare il campo per l’insabbiamento dei canali di coltura.
Pesanti disagi colpiscono inoltre le cavane lagunari che sono a malapena praticabili da piccole imbarcazioni a fondo piatto. Il suggestivo paesaggio lagunare gradese, oltre al santuario di Barbana, ospita qualche ristorante, un caratteristico B&B e un piccolo museo, ricorda sempre Raffaella Marin. Sono raggiungibili esclusivamente via mare e «risultano penalizzati da scelte che hanno favorito altre realtà, causando peraltro la moria dei pesci, ma anche una vitalità di Grado sfiorita». La senatrice ha sottolineato che utilizzerà «ogni strumento lecito per porre fine a questo scempio che sta divorando la storica e decantata Isola, fiore all’occhiello della Venezia Giulia». Della questione relativa ai fanghi, ai canali lagunari pressoché impraticabili, specialmente in questo periodo di grandi secche, allo stato delle cavane e del canale che porta a Barbana se ne parla in continuazione.
Ci sono stati negli anni, è vero, degli interventi regionali eseguiti lungo il canale che porta all’Isola Santuario. Interventi peraltro che per un motivo o per l’altro sono stati anche al centro di denunce e sequestri, quasi sempre effettuati proprio in vista del Perdòn.
Altri lavori di dragaggio dei fanghi sono stati effettuati lungo il canale d’accesso, in particolare nella zona della curva pressoché davanti a Porto San Vito, opere eseguite lo scorso anno. Evidentemente gli interventi realizzati, come si è visto proprio domenica, sono serviti a poco. Tanto che ancora oggi basta una bassa marea e si finisce in secca.
Considerati l’impegno assunto dalla senatrice Marin e la presenza in occasione del Perdòn del consigliere regionale Bernardis, è davvero auspicabile la messa a punto di una soluzione definitiva alla problematica. Nè vengono risparmiate le cavane delle mote, dove i concessionari non possono nemmeno arrivare se non percorrendo di fatto gli ultimi metri a piedi in mezzo al fango. La questione rimane contrassegnata dall’emergenza tanto che richiede interventi rapidi. Con la speranza che tutti lascino da parte quelle che qualcuno ha definito «speculazioni politiche» seppur mascherate da considerazioni tecniche. Pareri comunque discordanti, se non opposti, e intanto la laguna continua a venire “inghiottita” dai fanghi.—
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