Lanciata la petizione per ripristinare i Cdq

«I Consigli di quartiere erano l'unico vero tramite tra i cittadini e l'amministrazione, e svolgevano questo servizio ad un costo risibile».
Così i 4 storici presidenti dei parlamentini di Lucinico, Sant'Andrea, Piedimonte e Piuma-San Mauro-Oslavia sostengono la loro causa: riportare in vita le vecchie circoscrizioni. Giorgio Stabon, Mario Brescia, Walter Bandelj e Lorenzo Persoglia hanno presentato ufficialmente in Municipio la petizione (trilingue, in italiano, friulano e sloveno) per chiedere al Comune di «attivare con urgenza la proceduta per il ripristino delle circoscrizioni comunali nel numero di 6 unità, come previsto dalla legge regionale 1 dell'11 febbraio 2011». Lo si legge al primo punto delle richieste, nel documento. La raccolta firme proseguirà fino al 31 gennaio 2016, sia nelle sedi delle associazioni di quartiere che hanno preso al momento il posto dei Cdq, sia tramite una serie di banchetti e iniziative pubbliche. Tutti i residenti, ma anche coloro che hanno un qualsiasi interesse all'argomento, possono firmare la petizione. E i tempi sono piuttosto stretti, perché è l'attuale giunta comunale che dovrà agire (se lo vorrà e riterrà opportuno), per arrivare all'elezione dei nuovi Cdq nel corso delle elezioni comunali del 2017. «Potremmo elencare decine di battaglie condotte e vinte a favore della comunità e dei cittadini in questi anni – ha detto l'ex presidente del quartiere di Lucinico Giorgio Stabon -, e quindi l'importanza del ruolo delle circoscrizioni non può essere messa in discussione». «Le circoscrizioni erano un punto di riferimento per i cittadini, che ancor oggi si rivolgono a noi per ogni problema e necessità», ha aggiunto Walter Bandelj, mentre Mario Brescia e Lorenzo Persoglia hanno sottolineato quanto peso avessero i parlamentini nell'organizzazione di iniziative e manifestazioni, anche raccogliendo fondi da privati e sponsor esterni. La petizione, nel dettaglio, propone un'articolazione del territorio in 6 circoscrizioni: oltre a quelle di Lucinico, Sant'Andrea, Piedimonte e Oslavia-Piuma-San Mauro, riconosciute anche da valore storico (erano un tempo Comuni autonomi) e specificità linguistica, quella di Gorizia Nord e Gorizia Sud. Ogni Consiglio andrebbe dotato di apposite disponibilità finanziarie, mentre ai presidenti andrebbe solo un compenso simbolico (come rimborso spese). Ultima richiesta quella di restituire il loro ruolo istituzionale ai parlamentini, garantendone “il funzionamento secondo le norme stabilite dallo Statuto comunale agli articoli 39, 40 e 41”. Alla presentazione della petizione c'era, da semplice spettatore, anche l'assessore comunale Guido Germano Pettarin, che ha detto di «non avere preclusioni» in proposito, ma ha anche aggiunto che il documento dovrebbe essere illustrato e spiegato in primis alla presidente della Regione Serracchiani.
Marco Bisiach
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