L’Anffas celebra a Gorizia un impegno lungo 50 anni

Cinquanta anni sono un tempo lungo, capace di contenere al suo interno vite intere e cambiamenti epocali. Detto diversamente, mezzo secolo, impressiona anche di più. Se poi sono anni di battaglie e sogni, di speranze e progetti realizzati, di uomini e donne che si sono spesi per gli altri, allora questi cinquanta diventano anche tempo denso, tempo importante e impossibile da dimenticare. Ed è proprio questo il caso degli anni di cui parliamo, i cinquant’anni dell’Anffas di Gorizia che in questo 2018 festeggia il mezzo secolo di vita. Era il marzo del 1968 quando, un decennio dopo la fondazione del sodalizio a livello nazionale, anche nell’Isontino si costituì la sezione provinciale dell’Associazione nazionale famiglie di fanciulli subnormali, guidata dalla prima coraggiosa e determinata presidente, Mariuccia Pussini Orlando. In quel primo direttivo, poi, c’era anche Gastone Musulin, che poi sarebbe diventato uno degli storici presidenti di un’associazione (a lui è intitolato il centro diurno di Gorizia) diventata presto assoluto punto di riferimento sul territorio per le politiche destinate all’assistenza dei disabili intellettivi e relazionali. Proprio quei bambini (ma in seguito, ovviamente, ance adolescenti, giovani, uomini e donne) che allora venivano definiti “subnormali”, come abbiamo visto. A testimonianza, è chiaro, di un punto di vista e di un modo di considerare la disabilità che sarebbe cambiato tanto, tantissimo, in una sorta di autentica rivoluzione culturale, nel corso dei decenni successivi. Anche, se non soprattutto, per merito di chi come l’Anffas non ha mai arretrato di un passo quando si parlava di difendere i diritti dei più deboli e dei loro famigliari.
In questo percorso Gorizia e l’Isontino hanno fatto in un certo senso da apripista, come ricorda anche l’attuale presidente dell’Anffas di Gorizia Mario Brancati nell’appassionato intervento che apre il libro realizzato per celebrare il cinquantenario. «Sono stati 50 anni importanti – scrive –. Siamo la più anziana delle associazioni Anffas della regione Friuli Venezia Giulia. Siamo la storia di decine e decine di genitori, di volontarie e volontari che si sono uniti per affermare i diritti delle persone con disabilità, e promuovere una società realmente inclusiva, con pari opportunità per tutti». Ed è un fatto concreto, non soltanto retorica. Perché, ad esempio, giova ricordare che fin dalla sua fondazione l’Anffas di Gorizia è stata tra i promotori dei servizi dedicati alla disabilità sul territorio, inesistenti fino agli anni Sessanta, dando vita a quel Consorzio provinciale assistenza e riabilitazione (Cpar) che oggi è diventato il Cisi, uno dei fiori all’occhiello del welfare isontino. Non basta. Negli anni l’Anffas di Gorizia ha promosso la costituzione di due cooperative sociali artigiane (“La Ruota”, nel 1977, e “La Felce”, un anno dopo), le prime in regione formate da personale normodotato e con disabilità, e ha stretto collaborazioni internazionali che proseguono ancora oggi. In tal senso si possono citare quelle con le associazioni slovene del settore, e in particolare con il centro residenziale di Stara Gora e il “Varstveno Delovni Center” di Nova Gorica.
Innumerevoli, davvero, sono poi i progetti e le iniziative condotte sul territorio – dai festival ai laboratori artistici e creativi, fino all’attività sportiva promossa dall’associazione Sport per Crescere – e portate avanti anche negli spazi del centro diurno “Musulin”, servizio fondamentale per tante famiglie. «Di cammino ne è stato fatto davvero tanto – dice ancora il presidente Mario Brancati –. Siamo passati dalla più totale esclusione e segregazione di quelle che oggi chiamiamo semplicemente “persone con disabilità” alla loro inclusione nella società. Dal custodialismo al concetto di presa in carico, di diritti, di partecipazione e di autorappresentanza. Molto ovviamente resta da fare ancora, e non ci fermeremo, ma è giusto oggi essere grati a chi 50 anni fa ha intrapreso con coraggio questo percorso».
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