L’asilo della Fincantieri sarà pronto a giugno

Riqualificazione da 1,9 milioni in un’ottica di risparmio energetico e sicurezza. Il Pd: «Dad e divario linguistico sono i nodi»
Tiziana Carpinelli
Bonaventura Monfalcone-22.04.2021 Sopralluogo nuova scuola elementare-Via delle Mandrie-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-22.04.2021 Sopralluogo nuova scuola elementare-Via delle Mandrie-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



L’aria pesante dello stillicidio di critiche a sinistra per il 25 aprile da “separati in casa”, diventa leggera, leggerissima, quando Anna Cisint ritorna sul luogo che, politicamente, le ha dato maggiori soddisfazioni: via delle Mandrie, futura sede della nuova scuola dell’infanzia sponsorizzata da Fincantieri per 1,9 milioni di euro. Ieri sopralluogo al cantiere che, una volta terminato, regalerà a fine giugno uno spazio educativo a 75 bambini, con un laboratorio dedicato all’apprendimento della lingua italiana.

L’edificio è stato pensato e riqualificato in un’ottica di risparmio energetico e sicurezza. Dunque cappotto generale per l’impermeabilizzazione, installazione di una pompa di calore e sistema di ricambio dell’aria, per «tenere i livelli di C02 sotto controllo». E siccome la struttura nel complesso versava in uno stato pericolante, con relativo rischio di cedimenti si è disposto il rinforzo statico dell’immobile, per renderlo antisismico. «Una realtà – così il sindaco Cisint – che giorno dopo giorno diviene sempre più concreta e bella». E che metterà un punto sul «fabbisogno scolastico di Monfalcone», con l’allestimento di tre classi. «È l’ennesima dimostrazione – ha fatto eco il collega di giunta, Garritani – di tutte le risposte concrete che l’amministrazione riesce a dare al territorio». Sempre l’assessore all’Istruzione ha fatto presente che, all’interno dell’edificio di via delle Mandrie, una classe sarà adibita a corsi destinati all’apprendimento della lingua italiana per tutti i bimbi stranieri, al fine di «non rallentare l’apprendimento delle classi intere». Mentre il sindaco ha concluso illustrando il lavoro all’esterno (c’era, all’ispezione, anche Dennis Cecchinato, capo della Sicea, l’impresa esecutrice, oltre a una delegazione Fincatieri): «Ci saranno un impianto d’irrigazione e uno di illuminazione serale, a tutela dell’area». Si attende ora l’approvazione della Soprintendenza per il maquillage del piazzale, dove verranno «restaurati e riposizionati i tipici nani da giardino». E a settembre, primo rintocco di campanella: la scuola si aprirà ai piccoli ospiti.

Il più generale tema della scuola, sempre politicamente caldo, è stato oggetto, a latere della seduta di bilancio, anche di una mozione avanzata dal Pd e respinta dall’Aula. In cui si afferma che «negli ultimi anni un numero imprecisato di bambini, soprattutto di famiglie immigrate, è rimasto escluso dalla scuola dell’infanzia: è verosimile che arriveranno a quella dell’obbligo con un’inadeguata conoscenza della lingua italiana». Al gap si affianca per i dem il rebus del «recupero della perdita di competenze di alunni che non hanno seguito bene la didattica a distanza». Ma nell’atto anche una segnalazione: «Numerosi bambini, italiani e di origine straniera, giocano fino a tardi e da soli nelle piazze della Repubblica e Falcone. Spesso arrivano in ritardo a scuola e con i compiti non svolti». E ancora: «Si rileva che molti bambini di famiglie immigrate giungono alla primaria non conoscendo l’italiano e con poche nozioni di base, mentre nel frangente la dad evidenzia le differenze tra nuclei più o meno agiati». Vulnus su cui i dem Delbello, Fogar, Frisenna e Giurissa hanno chiesto una riflessione. —

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