Le incognite Haggiconsta e Cosulich

Ci sono altre ville di prestigio che attendono di riconquistare il loro splendore. Tra queste Villa Haggiconsta di viale Romolo Gessi e Villa Cosulich in Strada del Friuli di proprietà comunale. Attorno a questi due immobili ruota un particolare interesse da parte di investitori austriaci che vorrebbero ricavarne importanti residenze. La villa di viale Romolo Gessi è passata dalla proprietà della Regione a quella del Comune di Trieste nel 2015, a titolo gratuito. Il valore stimato allora era di 5 milioni 332 mila 990 euro. Ora versa in uno stato di abbandono, ma per lunghi anni a partire dal 1972 fu sede di un centro diurno per disabili. La villa venne costruita nel 1889 su progetto dell’architetto Ruggero Berlam (che con il figlio Arduino ha realizzato anche la Scala dei Giganti, la Sinagoga e il Palazzo della Ras). A commissionarla fu Giorgio Haggiconsta, un ricco possidente di origine greco-russa marito di Elena di Demetrio, proprietaria del fondo. Il complesso della villa comprendeva in origine, oltre all’edificio padronale, la scuderia, una rimessa, la lavanderia, le serre e un giardino all’inglese, il tutto progettato da Berlam.
Per valorizzare alcune ville storiche di proprietà comunale in stato di abbandono e degrado, i forzisti Michele Babuder, Piero Camber e Alberto Polacco avevano anche presentato una mozione che chiedeva di avviare specifiche procedure al fine di renderle cedibili.
Per Villa Cosulich, nel 2017, su richiesta del Comune, la Regione ha tolto il vincolo di destinazione che prevedeva quella struttura venisse riservata alla residenza di persone con disabilità gravi e gravissime. Il Comune, nel chiedere la cessazione del vincolo di destinazione collettiva alla Regione al fine di rendere più agevole la vendita dell’immobile, ha fatto presente che una struttura riservata a chi è affetto da questo tipo di disabilità è già attiva a Campanelle e ha evidenziato le difficoltà dell’amministrazione a sostenere gli oneri per la ristrutturazione. Gli ultimi interventi, dedicati soprattutto all’area giochi, risalgono infatti al 2000. Ottenuta la cessazione del vincolo collettivo, l’amministrazione comunale potrebbe ora avviare l’iter per la messa a punto di un bando di gara che ne consenta la vendita. L’immobile versa in un grave stato di degrado. Nel caso dovesse concretizzarsi la vendita di quell’immobile, il parco potrebbe rimanere invece di proprietà comunale. Quella villa è stata anche protagonista della tesi di laurea di due giovani dello Iuav di Venezia. «L’amministrazione comunale purtroppo non è mai stata in grado di sostenere i costi di ristrutturazione della villa – spiega Babuder –, il fatto che possa essere ceduta a privati, tutelandone però l’uso pubblico dell’annesso giardino comunale, rappresenta una concreta opportunità. Probabilmente l’operazione sarebbe maggiormente apprezzata qualora a un ipotetico investitore venisse richiesta anche la riqualificazione di aree verdi del rione, come il parco di villa Prinz». (l.t.)
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