Le nutrie sono in espansione nella zona Schiavetti-Brancolo
Le nutrie ora si sono insediate anche nella zona artigianale e industriale Schiavetti Brancolo, a cavallo tra i territori di Monfalcone e Staranzano. L’area è del resto ricca di corsi d’acqua, dalle sponde non cementate e che quindi possono rappresentare un luogo ideale in cui scavare le tane per il grande roditore di origine sudamericana. Un esemplare adulto, di buone dimensioni e decisamente a suo agio, è stato avvistato e immortalato da un cittadino.
«L’espansione sembra purtroppo continuare», afferma Eric Pin, che ha individuato l’animale nel piccolo canale che da via Grado raggiunge la zona delle risorgive e poi il Brancolo, nel tratto immediatamente alle spalle dell’asilo privato.
«L’area ricade in Comune di Staranzano, dalla verifica effettuata dai nostri uffici, ma comunque abbiamo inviato una segnalazione della presenza dell’animale alla Regione», afferma l’assessore all’Ambiente Sabina Cauci, che all’inizio del 2019 concertò con il Corpo forestale regionale un’attività di monitoraggio nella zona dell’argine dirimpettaio dell’area umida del Cavana. L’”indagine”, con il posizionamento di almeno una gabbia-trappola, scattò a fronte del grande foro che si era aperto sulla sponda dell’argine tra Marina Julia e Marina Nova, a ridosso della zona umida.
Il monitoraggio effettuato a inizio febbraio di due anni fa, su sollecitazione appunto del Comune di Monfalcone, diede esito negativo, anche se nel corso dell’ultimo inverno una nutria è stata vista nuotare nel canale che fiancheggia il tratto di via Bagni nuova in direzione di Marina Nova.
Di certo due anni fa i grandi roditori di origine sudamericana, introdotti in Italia per la qualità della loro pelliccia e quindi per scopi di allevamento e poi liberati in natura, popolavano in abbondanza la zona degli Alberoni, nel territorio di Staranzano. Una ventina di animali era stata individuata nei campi a ridosso della località vicina al Lido di Staranzano.
Le nutrie, come i cinghiali, sono sottoposte a un controllo da parte della Regione con l’obiettivo di evitare un’espansione di queste popolazioni, prive di antagonisti in natura. A inizio marzo non a caso la giunta regionale ha rinnovato il Piano triennale di eradicazione della nutria, la cui popolazione in Friuli Venezia Giulia è stata stimata in 70 mila unità dall’Università di Udine.—
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