L’epopea dei sommergibili si mette in mostra al MuCa

Laura Borsani
È dedicata a un duplice anniversario la mostra ospitata al MuCa per la quale l’inaugurazione è stata programmata il 31 luglio. Si tratta della produzione dei sommergibili costruiti a Monfalcone, che ha rappresentato un glorioso “pezzo di storia” della cantieristica navale e della Marina italiana ponendo lo stabilimento di Panzano al vertice nazionale e fra i primi posti nel mondo. Venticinque anni fa l’ultimo sommergibile aveva lasciato la città, a traguardare i settant’anni di attività nel settore, con 75 unità militari realizzate dal 1925 al 1995.
Un’epopea di indubbio rilievo, nel coltivare l’idea di poter esporre uno degli esemplari prodotti dal cantiere navale, sulla scia di quanto accaduto per il “Toti”, ammirato al Museo della scienza e della tecnica di Milano. Un progetto tuttavia complicato, decisamente costoso, ma in Comune rimane aperto un dossier per la raccolta di proposte realistiche.
Intanto la mostra allestita al Museo della cantieristica navale si affida ad un modello in scala e a immagini corredate da dati, per ripercorrere questi 70 anni contrassegnati da due fasi, fino al 1943 e dopo la Seconda guerra mondiale, con la nascita di 4 unità della classe “Toti”, consegnate nel 1968, e successivamente della classe “Sauro” e “Longobardo”.
Al MuCa è stata ricavata una sala, antistante il Memorial dedicato alle vittime dell’amianto e a ridosso della zona dove sono esposti i modellini delle navi, nella quale è già stata sistemata la riproduzione in scala di un sommergibile della classe “Sauro”, circa un metro e 20 di lunghezza “appoggiato” sul motore di 55 centimetri. Attorno 5 grandi pannelli a muro offriranno in visione le foto storiche e i loro “racconti”. L’Associazione marinai ha messo a disposizione il modello e la Fondazione Fincantieri ha fornito le immagini e i dati.
La produzione dei sommergibili era iniziata con quattro unità della classe “Pisani”, il Vettor Pisani, il marcantonio Colonna, il Giovanni Bausan, il Des Geneys, per concludere il “ciclo” nel 1995 con il Gianfranco Gazza Priarogga, 66 metri di lunghezza e 20 nodi di velocità. Con quell’ultima consegna la sezione militare si trasferì allo stabilimento di Muggiano, che riprese dopo circa sessant’anni la costruzione di questo tipo di navi. Per il cantiere navale monfalconese si aprì invece il periodo della crocieristica.
A fine mese, dunque, è in programma il taglio del nastro della nuova mostra. «È il terzo capitolo delle eccellenze dei nostri cantieri – ha rilevato il sindaco Anna Maria Cisint – di una storia dimenticata nella realizzazione del museo della cantieristica che stiamo recuperando di anno in anno. Nell’ultracentenaria storia di questa azienda sono state realizzate oltre settecento navi di tutti i tipi, unità passeggeri, mercantili, militari e tante di queste hanno ottenuto primati a livello mondiale, celebrati nei libri di storia navale. Incredibilmente – ha continuato – tutto questo non aveva trovato rilievo nella progettazione della struttura museale. Per questo abbiamo iniziato il restyling delle dotazioni due anni fa con la creazione della sala delle navi dei record progettate e realizzate a Monfalcone, che hanno segnato tutti i modelli successivi nel mondo, e poi, con la sistemazione del Cant Z a segnare la vicenda degli idrovolanti e degli aerei, altro primato della nostra città. Ora quindi il nuovo allestimento dedicato ai sommergibili».
Cisint guarda in prospettiva: «Vogliamo ricordare altre due fondamentali produzioni, quelle delle superpetroliere e la Micoperi, ancora oggi unica piattaforma del genere esistente al mondo».—
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