L’Inac-Cia: «Sbagliato lavorare sino ai 67 anni»

Uno studio del patronato Inac-Cia rivela una società in sofferenza. Lavorare fino ai 67/70 anni è sbagliato per 8 italiani su 10. Lo slittamento dell’età pensionabile, ora a 67 anni e in un futuro...

Uno studio del patronato Inac-Cia rivela una società in sofferenza. Lavorare fino ai 67/70 anni è sbagliato per 8 italiani su 10. Lo slittamento dell’età pensionabile, ora a 67 anni e in un futuro prossimo probabilmente ai 70, preoccupa 8 italiani su 10. Così non c’è turnover nel mondo produttivo, cresce la disoccupazione giovanile e il lavoratore anziano si ritrova a mantenere figli e nipoti. E dal vocabolario di circa 3 milioni di giovani, tra precari e disoccupati, sparirà la parola “pensione”.

A rilevarlo Manuela Botteghi, direttore del Patronato Inaco di Gorizia. Sotto il gazebo in corso Verdi, in occasione della manifestazione nazionale «Inac in piazza per te», il patronato ha informato i cittadini goriziani sui loro diritti previdenziali. Nei prossimi giorni saranno presentati i primi risultati di uno studio incentrato sul rapporto tra italiani e lavoro ,dal quale emerge che il 75 per cento dei lavoratori italiani “under 35” vede la pensione come un traguardo irraggiungibile, mentre il 5 per cento dichiara di non pensarci affatto. «Inoltre, è altissima la percentuale di chi ritiene sbagliato ancorare l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Infatti, mentre la speranza di vita si è allungata in media di 7 anni nell’ultimo trentennio, è accertato che c’è una bella differenza tra il vivere a lungo e il vivere bene: è l’Eurostat a sottolineare che l’aspettativa di vita sana è diminuita sensibilmente, passando dai 74 anni del 2004 ai 61 del 2008. È per questo che - rimarca l’Inac-Cia - il parametro dell’aspettativa di vita risulta inadeguato per calcolare l’età pensionabile, in quanto non tiene conto in alcun modo dello stato di salute psico-fisica del lavoratore».

Riproduzione riservata © Il Piccolo