L’Isonzo da Gorizia alla Cona in una App

Laura Blasich / STARANZANO
È dedicato all’Isonzo, al suo paesaggio, alle sue storie e alle sue tradizioni il terzo step di CariGoGreen, il programma triennale che la Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha pensato per favorire una fruizione del territorio sostenibile e ad alto contenuto tecnologico. Dopo il riallestimento multimediale del Museo del Monte San Michele e il progetto sul Collio, la nuova esperienza di digital landscape, costruita dalla Ikon di Enrico Degrassi e Manuela Tomadin, con il coordinamento paesaggistico di Land srl, pone al centro il grande simbolo del territorio che da Gorizia si stende fino al mare. Una risorsa che potrà essere conosciuta e apprezzata a fine settembre attraverso l’app “Isonzo XR”, in fase di sviluppo da parte di Ikon e di cui la Fondazione con i partner del progetto ha offerto ieri delle anticipazioni in un incontro alla Riserva Alberoni.
Per rendere “visibile l’invisibile”, lungo i sei percorsi, lineari e circolari, i visitatori, tramite la app, potranno accedere a contenuti di digital storytelling, cioè narrazioni sulla storia, le peculiarità naturali e culturali del territorio circostante, che saranno attivati, come spiegato da Enrico Degrassi, attraverso la geolocalizzazione delle informazioni. Ad arricchire l’esperienza mappe interattive e soundscapes, che per il racconto utilizzano contenuti audio immersivi da ascoltare mentre si viaggia su due ruote o a piedi, ma anche contenuti in realtà aumentata e virtuale (da godere attraverso piccoli visori in cartone già impiegati per “Collio XR”) da attivare nei punti di sosta definiti lungo il percorso.
«Questo non è un progetto della Fondazione, ma del territorio – ha detto la presidente Roberta Demartin –. Questa è un’infrastruttura che può essere ampliata secondo i contributi di tutti, enti locali e associazioni, e il nostro augurio è quello di dare seguito al programma per altri tre anni per collegare, ad esempio, nello stesso modo Aquileia con Grado». Quella che viene consegnata al territorio è, insomma, «una piantina che va coltivata anche nella misura in cui si riuscirà a farla conoscere ai turisti», ha aggiunto Renzo Simonato, direttore per il Triveneto di Intesa Sanpaolo. L’Isonzo dal canto suo può essere l’elemento di connessione con gli ambiti già valorizzati e con quelli ancora da valorizzare. «Abbiamo già tutto: è venuto il momento di coltivare l’esistente, pensando a un futuro sostenibile, all’insegna di un’economia circolare», ha osservato Andreas Kipar, cofondatore di Land. –
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