«Lo stop a Iskralegno è stato stabilito dalla Soprintendenza»

Il neo assessore Gualtiero Pin: «Il parere era obbligatorio, le aziende devono essere compatibili con l’ambiente»
Di Giulio Garau
Altran Mf-arch.Pin Gualtiero
Altran Mf-arch.Pin Gualtiero

Il Comune assieme alla Regione hanno dato parere favorevole all’allargamento dell’Iskralegno in zona Schiavetti Brancolo «per quanto di loro competenza», lo stop è arrivato dalla Soprintendenza ovvero dallo Stato in quanto «è lo Stato ad avere competenza decisoria e vincolante sull’accoglimento o meno dei pareri sulla tutela paesaggistica». Un parere che non è legato all’area Sic, ovvero alla zona tutelata (il biotopo) che è di fronte. O meglio c’entra ma solo perchè è vicina e c’è una fascia vincolata come prevede la legge.

A rispondere è il nuovo assessore comunale all’ambiente, Gualtiero Pin, che replica alle critiche, in particolare quella del consigliere regionale (oltre che comunale) della Lega e presidente della Commissione attività produttive Federico Razzini, che si sono sollevate dopo lo stop alla richiesta di allargamento dell’azienda di legname che sta lavorando in zona dal 2010, vuole ingrandirsi a fianco, facendo investimenti per 10 milioni e nuova occupazione portando i lavoratori dai 15 attuali a 40.

Non si trattava di nuova azienda, ma dell’allargamento di quella esistente rialzando il livello del terreno alla quota di quello dell’azienda esistente e della strada, asfaltare per realizzare nuovi piazzali per lo stoccaggio di prodotto e costruire un impianto di cogenerazione a biomasse (lavora con gli scarti del legno) per l’essicazione del legname. La Soprintendenza ha detto di no all’innalzamento del terreno e ha messo in guardia l’azienda sul fatto che è un «terreno agricolo coltivato». Nulla di tutto questo, ha precisato il Consorzio per lo sviluppo industriale che era proprietario del terreno che era a destinazione industriale e per questo l’ha ceduto all’azienda.

«Queste aree sono inserite da tempo nei piani urbanistici e di sviluppo del Comune di Monfalcone - spiega Pin - e negli anni sono stati spesi soldi pubblici per infrastrutture e insediamenti industriali come l’Iskralegno. Ma le stesse aree oltre ad essere sotto la giurisdizione di più enti devono avere una gestione ambientale corretta in sintonia con le procedure». Il Comune in pratica, spiega il neo assessore, «ha fatto tutti i passaggi previsti per legge» e, come l’Iskralegno, «ha inviato la documentazione a tutti gli enti preposti». Nessun «ostacolo» dunque alla presenza industriale che invece «è favorita come lo sviluppo delle aree industriali» per la crescita dell’economia del territorio. Il problema, secondo Pin è che la valutazione della collocazione di questa nuova attività nel sito delle industrie, insiste Pin deve «essere compatibile con la preesistenza ambientale». Pin ricorda che gli uffici comunali devono essere sensibili «sia alla tematica industriale che quella ambientale» e «non è possibile richiamare i controlli dovuti per legge come un valore irrinunciabile della qualità e dello sviluppo economico solo quando ci fanno comodo e rinunciare ad essi se indicano delle criticità che per alcuni appaiono insormontabili».

Una presa di posizione che però si scontra con alcuni fatti, li aveva ribaditi lo stesso Consorzio per lo sviluppo economico: l’area ambientale tutelata, che è di fronte alle aree industriali è “arrivata” ben dopo l’insediamento della zona industriale. Tutte quelle aree sono inserite nei piani urbanistici come «zone a destinazione industriale». Ed è per quello che lì è sorta l’Iskralegno che a suo tempo è stata autorizzata ad innalzare il livello del terreno a quota strada per realizzare lo stabilimento. E quel terreno a fianco dove l’azienda vuole ingrandirsi non è un terreno agricolo, ma un’area a prato del Consorzio a disposizione per nuovi insediamenti industriali.

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