L’ultima impresa di Luca Da Prato: in apnea nel lago ghiacciato di Lavarone

Il nuotatore paralimpico della Gorizia Nuoto si è immerso nell’acqua a 2 gradi centigradi

Marco Bisiach
Luca Da Prato con Alessia Zecchini
Luca Da Prato con Alessia Zecchini

«Prima dell’incidente dicevo “farò”, adesso dico “faccio”, e prendo ogni giorno tutto ciò che la vita mi può regalare». Più volte, raccontando la sua esperienza e raccontandosi, anche quando partecipa ad eventi benefici o entra nelle scuole, Luca Da Prato ama ripetere questa frase, che descrive forse meglio ogni altra la sua filosofia di vita.

Una filosofia che lo ha portato, reduce dall’emozione unica di essere uno dei tedofori della Fiamma olimpica di Milano – Cortina 2026 proprio nella “sua” Gorizia, a superare una volta di più i suoi limiti, nuotando in apnea addirittura in un lago ghiacciato.

Il Lago di Lavarone teatro della 41° edizione dell’evento “Anis Under Ice”. Luca Da Prato, classe 1983 da Medea, è da tempo una delle stelle del nuoto paralimpico italiano e internazionale. Vittima di un grave incidente stradale nel 2023, Luca è costretto su una sedia a rotelle, ma ha scelto di trasformare le difficoltà in trampolino, e la riabilitazione effettuata in acqua in una carriera sportiva di primo piano.

Nuotando per la Gorizia Nuoto e la Federazione italiana nuoto paralimpico ha vinto titoli in Italia e all’estero, e soprattutto quello di campione del mondo dei 100 metri dorso ottenuto a Lima, in Perù. Lui, però, di fermarsi a questo (e sarebbe già tanto) non ha alcuna intenzione. E allora prova, sperimenta, cerca esperienze nuove. Come le immersioni, con il brevetto da sub recentemente ottenuto. O come l’apnea, appunto.

Si è esercitato persino con sua maestà Umberto Pellizzari, una leggenda della specialità, per apprendere i primi rudimenti e poi i trucchi del mestiere. E, nei giorni scorsi, ha raggiunto la neve del Trentino e il Lago di Lavarone per lo stage “Anis Under Ice”, l’esperienza di immersione sotto i ghiacci organizzata dall’Associazione nazionale istruttori subacquei.

Luca si è immerso nell’acqua gelida, dotato ovviamente di un’apposita muta, e ha percorso sotto la superficie ghiacciata un tratto di lago lungo venti metri, seguendo una fune che congiungeva i due varchi ricavati per l’entrata e l’uscita dall’acqua. Che aveva una temperatura di appena due gradi centigradi. «L’emozione più forte è stata quella di essere sospeso sotto il ghiaccio, a contatto con la natura estrema e incontaminata a metà strada tra una buca e l’altra – racconta Luca -.Vedevo giochi di luce, con il ghiaccio e le bolle d’aria intrappolate al suo interno, che creavano un effetto unico. Per me è stata un’esperienza straordinaria e trasformerò in energia per continuare il mio cammino nello sport e nel divulgare amore e passione in chi come me crede nei sogni, o ha perso la strada». Peraltro con la sua impresa Da Prato ha voluto lanciare anche un messaggio positivo in difesa dell’ambiente, lui che è ambasciatore del marchio Oris e della One Ocean Foundation, che, spiega Luca, «sostengono la lotta per la salvaguardia del nostro pianeta».

Ma nel gelo del Lago di Lavarone, Luca Da Prato ha fatto anche una nuova amicizia importante. Con lui ha nuotato, ospite d’onore dell’evento, pure la campionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini. «Abbiamo avuto la possibilità di conoscerci, ed è stato bello confrontarsi con una grande sportiva che come me non conosce limiti – dice il nuotatore isontino -. La mia strada e quella di Alessia si incontreranno di nuovo, ma chissà se la prossima volta sarà un esperienza glaciale, in un lago, nell’oceano o in una piscina». —

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