Muore a 80 anni Luigi Russo: una vita tra Dc, Chiesa e Lloyd

Da politico ha gestito come capogruppo in Consiglio comunale la fine della Democrazia Cristiana e la nascita del Partito Popolare

Il politico e dirigente assicurativo Luigi Russo (foto Fabio Parenzan)
Il politico e dirigente assicurativo Luigi Russo (foto Fabio Parenzan)

«Ha promosso diverse iniziativa di sensibilizzazione cittadina su tematiche sociali (sanità, anziani, pace...)». Così scriveva sul santino elettorale delle elezioni comunali di Trieste del novembre 1993. Le ultime con protagonista la Democrazia Cristiana (il 19 gennaio 1994 nasceva il Partito Popolare) e le prime per il candidato sindaco Riccardo Illy. Luigi Russo, nato a Trieste il 29 settembre 1945, se n’è andato giovedì in punta di piedi a ottant’anni dopo una vita dedicata alle assicurazioni, alla politica cittadina, al volontariato e all’associazionismo cattolico.

Lascia la moglie, tre figli (uno è l’ex senatore e attuale vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, un’altra è l’esperta di comunicazione Rosy Russo) e un nutrito gruppo di nipoti.

Luigi Russo è stato dirigente del Lloyd Adriatico ricoprendo la carica di responsabile della Direzione pianificazione che ha conservato anche con l’arrivo dei tedeschi di Allianz. È stato presidente diocesano dell’Azione Cattolica dal 1989 al 1992. È stato anche presidente della Consulta diocesana per l’apostolato dei laici. Da politico ha gestito come capogruppo in Consiglio comunale la fine della Democrazia Cristiana e la nascita del Partito Popolare. Alle elezione del novembre 1993 la Dc elesse il maggior numero di consiglieri (10) nonostante la scissione triestina dei Cristiano Popolari capitanati da Bruno Marini ed Edoardo Sasco.

Il “santino” elettorale gli valse 376 preferenze scudocrociate dietro a Raffaello de Banfiel e il giovanissimo Ettore Rosato.

Nel Consiglio comunale dei Trieste siedano allora personaggi del calibro dell’astrofisica Margheria Hack e del fisisico Paolo Budinich. É stato anche l’ultimo presidente e dell’assemblea dell’Act (Azienda consorziale Trasporti, ora Trieste Trasporti) prima della sua abrogazione.

È stato eletto il 3 marzo 1994 al posto di Massimo Gobessi. «Ciao papà. Solo grazie. Grazie per esserci stato e per averci indicato i passi “importanti” – ha ricordato su Facebook il figlio Francesco –. Ti sei preso cura fino alla fine della tua famiglia, abbiamo imparato da te l’etica del lavoro come professionalità, dedizione ma anche come cura delle persone e delle amicizie, la passione civile e il servizio alla tua comunità, l’amore per la Chiesa e l’Azione Cattolica. Hai vissuto una vita intensa e “vera”. Ricca di gioie e di fatiche, di successi e di errori. Come capita a chi, come te, non ha mai smesso di “trafficare i suoi ricchi talenti”». Una lezione politica che è un po’ anche l’eredità lasciata a Trieste e alla famiglia.

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