L’ultimo saluto a Sabina ferma le vacanze a Caorle «Avevi un sorriso unico»

Bumbaca Gorizia 27_06_2019 Casa esplosa viale 20 settembre © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 27_06_2019 Casa esplosa viale 20 settembre © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



«Addio Sabina, eri una grande donna. La tua risata era luce per la tua famiglia, il tuo estro faro per i colleghi, la tua gioia di vivere era contagiosa per gli amici. Ci mancherai immensamente». La comunità di Caorle si è fermata, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Sabina Trapani, la 43enne arredatrice d’interni e artista scomparsa nell’esplosione della palazzina di viale XX Settembre a Gorizia, dove viveva con il compagno Miha Ursic (anche lui morto, come il terzo inquilino del palazzo, Fabrizio Facchettin).

Il duomo di Santo Stefano era gremito per i funerali della donna, che a Caorle era cresciuta prima di trasferirsi una decina di anni fa a Gorizia. La comunità si è fermata in un clima di raccoglimento e composto dolore, così stridente con l’atmosfera vacanziera che a luglio pervade una località di mare come Caorle. Ma ieri pomeriggio anche i turisti a passeggio sul lungomare si sono fermati un attimo, in composto silenzio, all’arrivo del feretro in piazza Vescovado.

Ad accogliere la salma tra due ali di folla, c’erano, oltre ai familiari più stretti (mamma Adelina, i fratelli e la sorella), anche i sindaci delle due comunità: il primo cittadino di Caorle, Luciano Striuli, e il collega goriziano Rodolfo Ziberna che ha incontrato i familiari. A esprimere «la vicinanza di entrambe le città e del territorio a questo grande dolore», ha sottolineato monsignor Danilo Barlese. «Il silenzio vuole gridare la rabbia», ha aggiunto il prelato, «questa morte improvvisa, inaspettata, incomprensibile ci riempie di sofferenza». Ad affiancare monsignor Barlese nella celebrazione, c’erano altri due sacerdoti, gli anziani don Gino e don Giuseppe. A ricordare che Sabina era cresciuta a Caorle e qui si era spesa più volte, collaborando tra il centro estivo parrocchiale e il campo Santa Margherita.

Emozionante il momento in cui sono stati letti alcuni messaggi. «Intraprendente e ambiziosa, sempre in movimento, con l’idea che per lei la vita era arte. Sabina», hanno ricordato i familiari, «era saggia e delicata. Era un raggio di luce, uno spirito libero, sorella saggia e attenta, figlia premurosa, donna passionale. Lascia un vuoto che resterà eterno nelle nostre vite. Ti ricorderemo sempre ritrovandoci la domenica, facendo musica o lavorando con l’argilla, guardando un quadro o i tramonti, coltivando l’orto o semplicemente facendo una passeggiata. Ti ricorderemo esempio di vita». Intenso anche il pensiero di colleghe e amiche. «Sei stata una collega creativa, geniale, disponibile ad ascoltare e insegnare. Sempre pronta a partecipare a nuovi progetti», hanno scritto, «sei stata una collega, ma soprattutto un’amica, compagna di avventura e di viaggi. Gorizia l’avete scelta tu e Miha come la vostra casa, punto d’incontro tra le vostre due culture tenute insieme dall’amore per l’arte, design e pittura. Una coppia che aveva scelto di vivere in modo semplice». —



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