L’Unione 2012 evita lo sfratto dal Rocco

TRIESTE Un bonifico in extremis e domani l’Unione Triestina 2012 potrà scendere in campo. Ma il rischio di saltare la partita in casa contro i padovani dell’Este, e chissà quante altre ancora, era alto. Con inevitabili contraccolpi per il campionato e il destino della squadra, già sull’orlo del crac. Stavolta di mezzo non ci sono debiti con fornitori di magliette, allenatori o ristoratori, ma un paio di conti non saldati all’impresa che gestisce gli impianti di illuminazione per un totale di circa 1.500 euro, stando a fonti comunali. Bollette, dunque.
Tuttavia ieri mattina, conferma l’assessore con delega allo Sport Edi Kraus, il pagamento è avvenuto. «Abbiamo controllato e i soldi sono arrivati», precisa. Così pure il legale del club alabardato, Dario Lunder: «Tutto in regola, la presidenza mi ha comunicato che i versamenti sono stati effettuati. Non ci sono quindi motivi di preoccupazione», assicura l’avvocato. L’ultimatum era scattato con una lettera del Comune lo scorso 8 settembre: per continuare a utilizzare il Rocco la presidenza avrebbe dovuto liquidare la cifra entro il 14 settembre (per la società si trattava comunque di una proroga) altrimenti sarebbe partita la revoca del diritto di utilizzo dello stadio.
Senza luce il municipio non concede l’agibilità. Il caso è stato sollevato l’altro ieri in Consiglio comunale dal capogruppo di Forza Italia Everest Bertoli che chiedeva chiarimenti dalla giunta sull’intera vicenda, rimasta finora all’oscuro. In tutti i sensi. Bertoli, nella sua “domanda d’attualità” illustrata in aula, non è andato certo alla leggera. Il consigliere ha fatto riferimento proprio alla missiva dell’8 settembre partita dal municipio, con oggetto “Intimazione di pagamento debito”, ricordando che «secondo gli impegni assunti dal Comune la procedura di revoca avrebbe dovuto essere attivata subito dopo la scadenza e in assenza degli adempimenti intimati dal Comune». Insomma, al Rocco avrebbero già dovuto abbassare le serrande da mo’. «Considerato che tale data non è stata rispettata - incalzava il forzista - domando al sindaco di sapere se è stata avviata la procedura di revoca del disciplinare (il contratto, ndr)». Un passaggio che sarebbe dovuto avvenire attraverso un’apposita delibera di giunta. Ma il capogruppo era già andato all’attacco con una mozione preparata qualche settimana fa. Qui però Bertoli voleva lumi sulla fideiussione che la società non ha ancora prodotto per la gestione dell’impianto di Valmaura, prevista dal contratto. Anche questo, così come le bollette, è stato oggetto di diffida comunale con scadenza entro il 14 settembre. «Senza fideiussione il Comune è totalmente sprovvisto di garanzie per i pagamenti presenti e futuri, quindi fino al 2023», protesta il capogruppo. «Quindi - insiste - siamo privi di qualunque garanzia sia per il pagamento del debito pregresso, per il quale sono previste 107 rate, sia del dovuto per ogni singola stagione. Nulla vieta che il debito venga estinto da parte di un soggetto terzo, ma considerato che ad agosto vi sono state due udienze prefallimentari - osserva - il saldo da parte del terzo dovrebbe indurre il Comune ad effettuare delle opportune valutazioni, anche tramite un legale, per scongiurare rischi».
L’assessore Kraus allarga le braccia: «Vero - rileva -, attendiamo ancora la fideiussione, però almeno sono stati pagati gli affitti. Tuttavia non c’è molto da star tranquilli, visto che qui ormai si vive alla giornata. Comunque stiamo monitorando attentamente la situazione». I riflettori sono ora puntati sul piano finanziario, necessario a evitare il fallimento in Tribunale. «La procedura di concordato va avanti - spiega l’avvocato Lunder - il 30 novembre è l’ultimo termine. Per ora si sta procedendo alla redazione della situazione economica, con relazioni sul pregresso e sulla gestione attuale».
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