L’unione del bacino dell’Isonzo Ecco la prossima sfida turistica

Stefano Bizzi
Dal castello con le sue armature e le sue stanze, agli ex musei provinciali con i reperti e la trincea della Prima guerra mondiale, passando per palazzo Coronini-Cronberg e le sue teste di carattere realizzate da Meeserschmidt, fino ad arrivare a palazzo Attems-Petzenstein con la sua pinacoteca. Da ieri il biglietto unico per visitare i musei di Gorizia è realtà, ma la novità presentata a Palazzo Coronini-Cronberg è solo una tappa di un progetto turistico più ampio e ambizioso. L’obiettivo a lungo termine è ampliare l’orizzonte delle collaborazioni e unire il territorio compreso tra la sorgente e la foce dell’Isonzo. «Così potremmo vincere la partita del turismo a tavolino», osserva Rodolfo Ziberna nella doppia veste di sindaco di Gorizia e di presidente della Fondazione Coronini-Cronberg. «Io preferirei però giocarla», rilancia l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli raccogliendo una sfida che inevitabilmente richiede il coinvolgimento delle controparti slovene.
In attesa di conoscere il destino delle candidature transfrontaliere a Capitale europea della Cultura 2025 di Gorizia e Nova Gorica e a patrimonio mondiale dell’Unesco del Collio e della Brda, per il momento ci si deve accontentare del biglietto unico “GoMusei”.
Con un solo ticket di 12 euro il visitatore avrà la possibilità di accedere al castello, a Palazzo Attems-Petzenstein, ai musei di Borgo Castello e a Palazzo Coronini-Cronberg. Per arrivare a questo traguardo, apparentemente semplice, ci sono voluti però anni. Il problema riguardava le ragionerie dei singoli enti, ma ora la questione è superata. «Ci vuole una visione d’insieme», ribadisce Ziberna parlando di operazione economica per il territorio e non finanziaria per gli enti. «Il biglietto unico è uno strumento eccezionale per dare appeal al territorio. La ragione per cui uno fa turismo è al 70-80% la Cultura. Fino ad ora uno veniva, vedeva il castello e se ne andava dopo poco. Così, anziché stare 3 o 4 ore, è stimolato a rimanere un’intera giornata, a consumare nei locali e, magari, a pernottare anche a Gorizia. La città avrà una forza attrattiva eccezionale».
Lodando il lavoro portato avanti dall’assessore comunale al Turismo Fabrizio Oreti insieme all’Erpac, rappresentato dal direttore generale Anna Del Bianco, l’assessore Gibelli ha definito il biglietto unico «un eccellente presupposto di valorizzazione di una città che è stata per troppo tempo negletta». «I bilanci degli enti verranno ridotti - ha notato l’esponente della giunta Fedriga - ma le ricadute per il territorio saranno importanti». E Gibelli ha quindi invitato ad accelerare sugli altri progetti. Da quello della Candidatura a Capitale europea della Cultura 2025 a quello Unesco del Collio-Brda, appunto. —
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