L’Università al top per l’attrattività dei propri dottorati

il report
Una grande attrattività verso i laureati di altri atenei e altri paesi. Un fortissimo coinvolgimento nei gruppi di ricerca. Un aumento della “collocazione” nel settore privato. E stipendi superiori alla media italiana. È la fotografia che il rapporto AlmaLaurea 2021 sul profilo e la condizione dei dottori di ricerca dà dell’Università di Trieste in un confronto con le performance formative di un campione di 4.484 dottori di ricerca 30 atenei italiani nonché la condizione occupazionale di 5.380 persone a un anno dal conseguimento del titolo di terzo livello in 40 università del nostro Paese. L’attrattività dell’offerta formativa legata ai PhD - si legge in un comunicato - è testimoniata dalla provenienza dei dottori di ricerca di UniTs: il 61,1%, un dato superiore di quasi dieci punti rispetto alla media nazionale, si era precedentemente laureato in un’altra università. Significativa inoltre è la crescita dei cittadini stranieri che hanno conseguito il dottorato a Trieste: l’aumento dal 9,9% al 15,4% consente di superare il dato nazionale.
La vocazione internazionale di UniTs, prosegue la nota stapa, è confermata anche dalla crescita dei joint degree e dei double degree: quasi il 9% dei dottori di ricerca ha ottenuto anche un titolo congiunto da parte di un ateneo straniero consociato. «I dati AlmaLaurea 2021 sui dottorati di ricerca – così il rettore Roberto Di Lenarda – confermano un trend molto positivo del nostro ateneo in termini di attrattività nazionale ed internazionale, spendibilità del titolo nel mondo del lavoro, soddisfazione di coloro che hanno completato il percorso di studio. Ci confortano sulla scelta di investire con decisione nella formazione di terzo livello, vero volano di innovazione e progresso del nostro Paese, a maggior ragione in attesa dell’arrivo delle risorse del Pnrr». Numeri che, chiosa il comunicato, premiano le scelte dall’ateneo giuliano di investire nel finanziamento delle borse di studio: la percentuale di coloro che ne hanno usufruito nel percorso di dottorato resta più elevata della media nazionale (87, 8% contro 84, 9%).—
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