Lutto nella Diocesi, scomparso a 88 anni monsignor Vittorio Cian

Dal 1956 il prelato fu docente, cancelliere, postulatore diocesano  e vicepostulatore pontificio. Operò anche come cappellano al Burlo  

la perdita



È scomparso a 88 anni, dopo 65 di ministero sacerdotale e una lunga malattia, monsignor Vittorio Cian. Insignito del titolo onorifico di canonico scolastico del Capitolo della Cattedrale di San Giusto, un’istituzione ecclesiastica dal forte valore storico, era stato docente, cancelliere, postulatore diocesano e vicepostualore pontificio.

Nato a Udine nel 1932, entrò nel Seminario di Trieste dove compì il percorso di studi teologici. Venne ordinato presbitero dal vescovo Antonio Santin nel 1956 nella Cattedrale di San Giusto. Continuò poi il suo percorso di studi conseguendo prima la licenza in Liturgia pastorale all’Istituto Santa Giustina di Padova e poi la laurea in Sacra liturgia al Pontificio Istituto Sant’Anselmo di Roma. Dal 1960 in poi aveva esercitato la docenza in Liturgia al Seminario e poi all’Istituto di Scienze Religiose. Iniziò il suo servizio pastorale come cooperatore nella parrocchia di San Giacomo Apostolo, poi nelle chiese di San Vincenzo de’ Paoli, San Pio X e Beata Vergine del Soccorso. Fu cappellano al Burlo Garofolo e dal 1968 iniziò il suo servizio alla parrocchia di Santa Maria Maddalena a Poggi Sant’Anna, dove fu parroco fino al 1981. Stesso ruolo poi ricoperto alla Beata Vergine del Soccorso fino al 1989.

Quindi servì, come vicario, la parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Opicina e, di nuovo come parroco, il Santuario di Santa Maria Assunta di Muggia Vecchia. Infine rivestì dal 1998 l’incarico di vicecancelliere e poi dal 2001 al 2013 di cancelliere nella Curia vescovile e dal 1994 fu aggregato al clero della parrocchia di Sant’Antonio Taumaturgo, dove sono conservati i resti di monsignor Marcello Labor: triestino, era divenuto sacerdote nel 1940 ma era stato anche medico, letterato e scrittore. Originario di una famiglia israelita ungherese, amico, tra gli altri, di Gianni Stuparich e Elody Oblath, fu parroco dal 1948 al 1953 e, su nomina di Santin, rettore del Seminario Vescovile di Trieste. Proprio a questa figura monsignor Cian si era dedicato con dedizione, impegnandosi nella causa della sua canonizzazione. Ha costituito il comitato di lavoro per il recupero degli scritti, delle lettere e dei documenti di Labor, fondando l’associazione “Siloe – Amici di don Marcello Labor” e pubblicando diversi volumi biografici e i suoi diari.

Nel 2015 aveva avuto la gioia di accogliere la promulgazione, da parte di Papa Francesco, del decreto con cui si riconoscono le virtù eroiche del Servo di Dio Marcello Labor, che da allora è stato proclamato venerabile. Monsignor Cian ha poi continuato a promuovere la preghiera a Labor e a curare la raccolta di testimonianze sul miracolo che potrebbe portare alla sua beatificazione: al sacerdote si attribuisce l’intercessione su una misteriosa guarigione avvenuta al Burlo di un bambino in fin di vita. —

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