Addio alle magie tessili della triestina Lydia Predominato

Nata a Trieste nel 1936 e trasferitasi nel 1962 a Roma, è scomparsa nei giorni scorsi nella Capitale

Marianna Accerboni
Lydia Predominato accanto a una sua opera
Lydia Predominato accanto a una sua opera

È scomparsa di recente a Roma l’artista triestina Lydia Predominato, protagonista internazionale della Fiber art. Con fili d’oro, d’argento, di metallo, lana, cotone e tanti altri materiali aveva costruito con intuito d’avanguardia le trame innovatrici delle sue opere.

Cifra vincente era in particolare l’idea d’intrecciare all’uso non convenzionale di materiali e metodi artigianali anche una marcata sensibilità per i mezzi tecnologici contemporanei sì da offrire un’interpretazione molto più attuale delle immagini sul piano estetico.

Nata a Trieste nel 1936, temperamento intenso e libero, nel 1962 si era trasferita a Roma, laureandosi in Decorazione all’Accademia di Belle Arti; nel 1979 abbandona il lavoro d’interprete parlamentare per dedicarsi alla ricerca artistica, appassionandosi all’incisione, con cui crea opere grafiche basate sulla costruzione di texture e intrecci, che preludono al tessile. Segue quindi corsi di tessitura a Firenze e collabora per quindici anni con il Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma.

Inizia a esporre nel ‘76 alla Biennale di Gubbio con il critico Enrico Crispolti. Presente alle maggiori rassegne di Fiber art – da quella di Losanna, che le avrebbe aperto le porte di un palcoscenico internazionale –, a Lodz, Kyoto e Graz, in Italia cura importanti eventi come Off Loom - Arte Fuori Telaio nel Comprensorio di S. Michele a Ripa (Roma, 2000) e la Biennale di Amelia: La Fiber Art al Centro (2002, 2004, 2006).

Cofondatrice della Sezione Tessitura della Scuola delle Arti Ornamentali di Roma, collabora con l’Istituto nazionale di restauro della capitale. Tra le molteplici attività svolte, tra cui l’insegnamento in prestigiose realtà, è pure membro del Comitato scientifico dell’European Textile Network e del Comitato d’Onore della Biennale di Fiber Art di Spoleto. Nel ‘92 fonda a Roma il gruppo Tapisserie Jeune,

È sua la prima e unica documentazione di Fiber art al Revoltella con la grande opera Solid-Speech Puzzle. Keyword: Tessitura del 1985, esposta alla XII Biennale di Losanna di quell’anno e donata nel 2020: testimone della sua sensibilità innovatrice, è un puzzle di 2 metri per 1.50 di 28 pezzi progettati per essere ricomposti seguendo un tracciato grafico stampato su carta fotosensibile, che riproduce la registrazione vocale della parola “tessitura”.

Affascinante risultato di un intrigante mix di tecnologia e raffinata manualità poiché i suoi interventi di ricamo a mano sulle singole parti richiamano le onde sonore della voce registrata, trasposte sulla tela mentre pronuncia la parola “tessitura”. Al Revoltella la Fiber art – già in nuce nella seconda metà dell’Ottecento nei concetti di William Morris per poi trovare un riconoscimento ufficiale a partire dagli Anni Sessanta con le storiche Biennali di Losanna, curate dal pittore francese Jean Lurçat – era già stata presente con un’importante rassegna dell’artista croata Jagoda Buić, tenuta a battesimo dal grande critico di origine triestina Gillo Dorfles.

E non a caso anche il ritorno della Predominato a Trieste negli anni 2000 con una personale alla Sala Comunale d’arte, aveva suscitato grande apprezzamento perché negli originali lavori esposti, già volti al futuro, l’artista usava il filo alla stregua di un pennello. Così il tessuto diventava medium prediletto per comporre fantastiche e coraggiose, a volte oniriche eppur calibrate narrazioni che spaziavano dal dato sottilmente autobiografico in direzione di temi più universali.

Riproduzione riservata © Il Piccolo