Ma le paure vere riguardano il futuro
Tra i corridoi dell’istituto “Volta” vuote file di banchi schierate parlano chiaro: è la quiete prima della tempesta: domani si celebra l’ennesimo rito degli esami di maturità. Mi sembra ancora di sentire il tono scanzonato con cui un maturando mi ha descritto la sua attesa: “Paura io? Ma prof., io non ho paura degli esami di maturità, ho paura del futuro!”.
Da rimanerci secchi! Non mi ci raccapezzo! Ma come? Se ritorno indietro ai miei tempi, quelli dei lontani anni ’80, e ripenso alla mia maturità, ne ero letteralmente impaurita. Ore e ore sui libri, magari con fughe in Biblioteca civica per cercare disperatamente l’ultimo approfondimento, l’informazione che poteva mancare al completamento di una preparazione lunga e laboriosa affinché fosse degna di affrontare quelle temibili domande dei docenti esterni di cui non si sapeva nulla e gran parte delle volte provenivano da tutte le regioni d’Italia.
A rifletterci bene, forse i miei studenti hanno ragione a non sentirsi troppo preoccupati. In fondo la scuola rappresenta ancora un’isola felice, dove traghettare sogni e desideri. È ancora un rifugio. «Prof. qui a scuola si sta bene, è lì fuori che c’è un mondo complicato, competitivo, difficile e talvolta spietato». Così gli esami sembrano essere l’ultimo dei problemi, almeno per gli studenti del Volta. Non è così per quelli del liceo Oberdan che temono soprattutto l’esame di matematica, la seconda prova e le domande della Commissione esaminatrice.
Ma come vivranno gli studenti la fatidica notte prima degli esami? Ognuno ha la sua risposta: c’è chi ha già programmato una serata indimenticabile scacciapensieri, chi si è organizzato con i compagni più cari per un ripasso di gruppo all’ultimo respiro, chi si chiuderà in religiosa clausura, con l’ultima abbuffata di appunti e libri e internet…
A proposito di internet, una meravigliosa invenzione. Tanto per iniziare, altro che biblioteca, in un attimo, con un click ogni dubbio trova la sua risposta e poi… “prof si aggiorni, noi abbiamo saputo subito tutto dei commissari esterni, esistono delle app e delle community che ti informano in tempo reale su grado di severità e argomenti preferiti del docente, addirittura esprimono giudizi sulla scala di valutazione a cui si attiene e... allora mi viene spontaneo chiedere, cosa dicono di me? Questo lei non lo dovrebbe sapere!”. Allora, che dire? Forza, manca poco, buoni esami e... il futuro vi aspetta!
*docente di Lettere
Riproduzione riservata © Il Piccolo








