Mancano insegnanti di sostegno: a trieste schierati 220 addetti socio assistenziali

La testimonianza: «Garantita la copertura di metà delle ore previste». Vuoto cronico 
Silvano Trieste 2020-09-14 Oberdan, entrata, termoscanner e aule con distanziamento
Silvano Trieste 2020-09-14 Oberdan, entrata, termoscanner e aule con distanziamento

TRIESTE Un problema che si ripropone ogni anno e che, in tempi di Covid, risulta amplificato. Mancano insegnanti di sostegno e le famiglie dei ragazzi con disabilità si trovano a dover affrontare criticità importanti. A lavorare per mettere “una toppa” è il Comune di Trieste con il Dipartimento Servizi e Politiche sociali che fornisce supporto con personale socio assistenziale e non docente.

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Una madre, che al momento preferisce mantenere l’anonimato per non danneggiare il figlio, sottolinea come «ai bambini con disabilità non grave (ad esempio una lieve forma di autismo, ndr) viene garantita la presenza di un insegnante di sostegno per la metà delle ore di lezione del docente della materia in cui il minore ha le difficoltà.

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In sostanza se un insegnante ha 18 ore ne vengono coperte in teoria nove, nella realtà si arriva a malapena a 4,5. Questo è un problema che riguarda tutta la regione e per questo avevamo chiesto un incontro con la direttrice dell’Ufficio scolastico Daniela Beltrame. A Trieste grazie al Comune la copertura è maggiore, resta però un vuoto perché parliamo di bambini che devono essere seguiti».



A confermare le difficoltà è l’assessore triestino Carlo Grilli: «L’amministrazione sopperisce a una mancanza, il personale che mettiamo a disposizione è bravissimo e l’esperienza consente di dare una mano, ma non sono insegnanti di sostegno. La scuola è un passaggio fondamentale per questi ragazzi perché da un lato favorisce la conoscenza fra le varie condizioni delle persone che compongono una comunità e dall’altro consente loro di crescere».

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Bonaventura Monfalcone-18.05.2015 Liceo scientifico Buonarroti-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

L’investimento economico è di poco inferiore ai sei milioni di euro. I 220 operatori seguiranno 576 bambini, di cui 255 con disabilità grave, con un’età media di 11 anni. Nel dettaglio 68 alunni frequentano le scuole d’infanzia, 203 le primarie, 157 le secondarie di primo grado e 148 sono i ragazzi supportati nei percorsi scolastici di secondo grado o nei percorsi professionali.

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Allo scientifico la dirigente fa entrare uno a uno i ragazzi. (Foto Silvano)


Intanto ieri c’è stato un incontro tra una delegazione della Consulta delle persone con disabilità, guidata dal presidente Mario Brancati, e Daniela Beltrame, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, al termine del quale sono giunte rassicurazioni per evitare il riproporsi di quanto avvenuto la scorsa primavera durante il lockdown quando gli studenti disabili e le loro famiglie erano stati fortemente penalizzati e in qualche caso letteralmente “abbandonati”. Non è stata esclusa neanche l’ipotesi, vista la carenza di insegnanti di sostegno specializzati, di attivare specifici corsi di formazione tramite la Consulta. Beltrame ha nominato in ogni direzione territoriale un referente per la disabilità, che si confronterà con le Consulte sulle criticità locali. —
 

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