Marano, emergenza bassi fondali

Appello dei pescatori a Serracchiani: «Se non si draga porto bloccato in autunno»
Marano 06 Febbraio 2012 lagua Copyright PFP/TURCO
Marano 06 Febbraio 2012 lagua Copyright PFP/TURCO

MARANO LAGUNARE. Emergenza fondali a Marano Lagunare: pescatori, marine, e trasporto marittimo passeggeri della Saf Marano- Lignano, lanciano un appello al governatore del Fvg, Debora Serracchiani, affinchè intervenga tempestivamente, pena l'aggravamento di una crisi del comparto pesca, della nautica e del turismo, polmone economico della cittadina.

I rappresentanti dei pescatori di Copep (Consorzio pescatori a strascico di Grado e Marano) Fabio Bonofiglio, e di Cogemo (Consorzio molluschi), Girolamo Marra, supportati dall'assessore alla Pesca di Marano Lagunare, Sandro Ceccherini, vogliono richiamare l' attenzione della Regione, sulla «gravissima situazione che ormai in questo comune è diventata un vero e proprio stato di emergenza». Come ribadito in precedenza, spiegano, «le basse maree compromettono oltre che la navigazione, anche la manovrabilità dei motopescherecci (ma anche delle imbarcazioni da diporto e quella delle motonavi delle Saf che effettuano la tratta Marano- Lignano- Marano), e di conseguenza anche la possibilità di attracco e ormeggio». «Non riusciamo a capire come sia possibile che nel 2013 un paese che vive principalmente di pesca sia cosi' fortemente condizionato dalla "non navigabilità" dei canali e soprattutto del canale di accesso al porto, anche a fronte dell'insistenza con cui si parla, con ragione, di sicurezza della navigazione». La Copep, con la solidarietà degli altri Consorzi, ha già consegnato una petizione al governatore Serracchiani ottenendo in cambio una promessa di tempestivo aiuto. «Fiduciosi di questo, le chiediamo di risolvere al più presto questa emergenza magari accelerando i tempi burocratici del progetto di ripristino barene per tamponare la situazione: questo con la piena disponibilità da parte del Comune. Non dimentichiamoci che in tutto questo sono coinvolti anche la Marina di Portomaran e le motonavi per il trasporto passeggeri». Se non si interviene, a settembre, se non si draga, dopo due mesi di fermo pesca biologico, non si potrà più prendere il largo; l'intero comparto, circa 300 addetti, resterà bloccato in porto.

Francesca Artico

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