Marano lascia Tami: «Esistono troppi lacci società civile assente»

Antonio Marano, presidente di Tami e amministratore di Unicredit logistics, annuncia le sue dimissioni dalla prima carica e quindi l'uscita di scena dalla vicenda di Trieste terminal passeggeri (Ttp). «In questa città mancano una visione strategica e la partecipazione della società civile. Altrove il mondo gira ad un'altra velocità». Con queste parole il professionista, nominato a capo di un progetto da due miliardi di euro per la Tangenziale esterna di Milano, ha voluto commentare il suo arrivederci a Trieste, città dove ha studiato e dove promette di tornare da turista. Ieri mattina si è tenuto un consiglio di amministrazione di Tami (la cordata Unicredit-Costa che ha acquistato il 60% di Ttp) nel quale è stata presentata la bozza di bilancio (negativo perché mancano i dividendi dell'unica controllata, cioè Ttp), ma nel quale si è anche discusso delle prossime nomine per la società condivisa con l'Autorità portuale che dovrà gestire il traffico crocieristico di Trieste per i prossimi anni, nonché i convegni alla Stazione marittima: una torta consistente che potrebbe avere importanti ripercussioni sulla città sia in termini di ricadute economiche dirette che occupazionali.
«Sono stato chiamato per seguire un progetto tra i più importanti in vista dell'Expo del 2015 – dice Marano – e ho preferito optare per questa scelta». Marano è stato infatti nominato consigliere e amministratore delegato di Tangenziale Esterna spa, che vede tra i soci Tem (Autostrade per l’Italia, Provincia di Milano, Intesa San Paolo e altri), Impregilo, Coopsette, Cmb, e altri soci. Si tratta di seguire un'opera da 2 miliardi di euro per decine di chilometri di autostrada, strada e piste ciclabili.
A Trieste, invece, rimane un’incompiuta: dopo il passaggio delle quote siamo ancora in alto mare per la governance di Ttp e intanto si perdono navi da crociera. «Formalizzerò le mie dimissioni nei prossimi giorni, non c'erano i presupposti ambientali per il mio impegno. È un peccato – commenta Marano – perché c'è una potenzialità inespressa a causa di lacci a laccioli che non si riescono a sciogliere». Colpa di qualcuno? «Credo dell'assenza della società civile, a differenza di quanto accade, per esempio, in Lombardia. Qui manca una visione strategica di medio periodo – risponde Marano, che probabilmente manterrà anche l'incarico a Unicredit Logistics - . Altrove il mondo gira a una velocità diversa».
La prossima scadenza prevede dunque l'assemblea di Ttp per l'approvazione del Bilancio il 10 maggio. In quell'occasione scadrà l'intero consiglio di amministrazione e quindi sarà necessario rinnovare le nomine da parte dei soci. L'unico annuncio – fatto per tempo dalla presidente dell'Authority Marina Monassi - è quello di Antonio Paoletti alla presidenza al posto di Gianfranco Gerini. Nulla è dato sapere invece sul nome del futuro amministratore delegato, fortemente voluto da Tami anche se oggi la carica non è ricoperta. I soci della cordata Unicredit-Costa (con Giuliana bunkeraggi, Assicurazioni Generali e Reguardia in minoranza) potrebbero – secondo indiscrezioni - confermare Claudio Aldo Rigo, responsabile di territorio Nordest Unicredit, nel cda di Ttp, ma resta incertezza sugli altri due nomi. Ed è da questa terna che potrebbe scaturire il nome del nuovo amministratore delegato, a meno che non si peschi nei curricula proposti da Tami per scegliere un manager esterno.
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