Maremetraggio, selezione fatta nel lockdown Un ventaglio di sguardi diversi sul mondo

Federica Gregori
La situazione circostante e l'ambiente della visione sono fattori che influenzano sguardo e percezione di qualsiasi spettatore cinematografico. Se poi uno è un selezionatore di festival, vede dai 500 ai 600 cortometraggi per sceglierne, alla fine, una cinquantina, e questo lavoro avviene durante il periodo del lockdown, potremmo pensare che la scelta operata darà vita a qualcosa di nuovo e unico nel suo genere. È capitato così a Francesco Ruzzier, curatore di quella che è la colonna portante storica di ShorTS International Film Festival, Maremetraggio, che stasera darà avvio alla competizione.
La carica dei 45
Dal lavoro certosino di visione e scrematura sono alla fine 45 i cortometraggi che per la prima volta andranno in gara sul web grazie a MYmovies, partner tecnico dell’evento. Provenienti da 27 paesi diversi e premiatissimi nei principali festival internazionali, i corti si potranno vedere (e votare) lungo sette serate da sei o sette opere brevi ciascuna, proposte a seguire il film della sezione Nuove Impronte. «Puntiamo sull'eterogeneità della visione, con corti il più possibile diversi tra loro per offrire ampiezza di sguardi», spiega Ruzzier. E lo stesso curatore, per introdurli, sarà protagonista di alcune spiritose scenette, alle prese con una situazione casalinga ogni sera diversa.
Il distacco dalla realtà
«Secondo uno studio condotto dalla ricercatrice Rosalind Cartwright - spiega Ruzzier - il sogno scioglie la carica emotiva dell’esperienza. Anche i cortometraggi stessi non sono altro che la messa in scena di esperienze di cui i registi vogliono mantenere intatta la carica emotiva. Dei sogni sempre vividi, in grado di cristallizzare un momento, una situazione, un'emozione o un sentimento per evitare che il tempo lo sciolga. Quello che accomuna le opere selezionate quest’anno è il distacco dalla realtà, la reinterpretazione e la personalissima visione del mondo da parte dei registi, che modellano le immagini col loro modo di vedere le cose. Perfino nei documentari, "Mars, Oman" ad esempio, ma anche nell’indonesiano "Rewild", emerge la voglia di raccontare la realtà da un punto di vista inedito e personale».
Un triestino tra i corti
Tra i tanti shorts italiani, spicca la presenza del filmmaker Andrea Andolina, triestino come le tante voci celebri che popolano il suo "A colloquio con Rossella", da Ariella Reggio a Dario Penne, da Zita Fusco e Maria Grazia Plos a Fulvio Falzarano, curioso perché la protagonista non la vediamo mai. In concorso non può mancare l'autobiografico e intenso “Inverno” di Giulio Mastromauro, miglior opera breve ai David di Donatello e che rappresenterà l'Italia agli Oscar 2021, come "La bellezza imperfetta" di Davide Vigore, che sceglie la fotografia di Daniele Ciprì per raccontare l’incontro tra un maturo uomo e una giovane ragazza ucraina in una Palermo oscura. Cambio di toni e la commedia è servita con "Fulmini e saette" di Daniele Lince, con un'inedita Carolina Crescentini versione supereroina che si teletrasporta per Milano per proteggerla da calamità di ogni tipo.
Generi e toni
Come sempre ampio e variegato sarà lo spettro dei generi, che spaziano dal documentario all’animazione, da “Mars, Oman” di Vanessa del Campo Gatell, premiato al Festival dei Popoli e al Visions du Réel, che racconta le simulazioni delle spedizioni su Marte realizzate in Oman nella Penisola arabica, al divertimento per tutta la famiglia con lo svizzero "Why Slugs Have No Legs" di Aline Höchli che, attraverso un'animazione squisitamente nonsense, riscrive la Storia e racconta le fantasiose origini delle lumache. —
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