Mario Bussani, il lupo di mare ha preso il largo

Un moderno Don Chisciotte cittadino. Mario Bussani amava definirsi così. Barba bianca, occhiali, sorriso stampato ma soprattutto il mare nel cuore. Il pescatore zaratino avrebbe compiuto 76 anni il prossimo 8 settembre. Una malattia del motoneurone lo ha portato via all'affetto dei suoi cari e di chi ne ha potuto apprezzare la vulcanica personalità. Bussani lascia la moglie Annamaria, i figli Marianna, Diadora e Andrea, e i nipoti Tommaso, Alberto, Margherita e Martina.
Giunto a Trieste all'età di appena 8 anni in fuga dalla sua amata Dalmazia dopo due anni di calvario per risalire i Balcani, Bussani è stato uno dei volti più noti nel campo marittimo-politico del capoluogo regionale. Presidente della Federazione italiana maricoltori Onlus-Ong, consigliere provinciale in quota Lega Nord, ma anche vigile urbano del Comune di Trieste – soprannominato il “vigile ballerina” nel dirigere il traffico, il lupo di mare ha anche dalla sua una attività di scrittura con una ventina tra libri e opuscoli.
Molto vicino alla causa nazionale italiana da giovane tanto da essere arrestato più volte dalle forze di occupazione militare angloamericane, Bussani passò poi a sposare ad inizio degli anni Novanta le tesi del partito (allora) di Bossi, partito di cui fui per più anni membro del direttivo nonché segretario. Ma l'anima verde di Bussani era soprattutto quella ecologista. Quella legata alla passione per la tutela della natura. Da coordinatore dell’unità operativa ambientale del Comune di Trieste creò due riserve naturali: il monte Cocusso e il laghetto di Percedol. Poi fu tra i promotori del Laboratorio di Biologia marina di Aurisina e precursore del Parco marino. In qualità di presidente della Federazione italiana maricoltori ha fornito un contributo ad una ventina di Paesi, dall’ex Urss ad Haiti, dal Ghana al Venezuela. «Ricordo che mi raccontava che era andato in Algeria e in altri paesi del cosiddetto Terzo Mondo per insegnare ai pescatori i trucchi del mare», ricorda il terzogenito Andrea Bussani. «La sua passione per la ricerca scientifica era smodata – prosegue Andrea – so che per un esame soltanto non riuscì a terminare gli studi universitari ma il suo sapere era davvero immenso». La figlia Marianna ne rievoca le sue capacità didattiche: «Ricordo che durante l'estate su una spiaggia di Barcola pochi giorni prima di andare in prima elementare mi insegnò i numeri e a contare prendendo come unità di misura i mitili di uno scoglio. Era semplice ma efficace quando spiegava le cose, aveva una cultura infinita quella che non trovi sui libri». I funerali si celebreranno sabato 27 luglio in via Costalunga alle 11.40.
Riccardo Tosques
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