Marittimi di Jadrolinija verso lo sciopero, traghetti a rischio

Chiedono aumenti salariali, ma la proprietà non sembra disposta a cedere. Disagi in vista per la marea di turisti
Un traghetto della Jadrolinija
Un traghetto della Jadrolinija

FIUME. La pazienza dei 550 lavoratori dell’armatrice fiumana Jadrolinija (trasporto passeggeri) è ormai giunta al limite e, in caso di insuccesso delle trattative con la direzione, gli occupati sono pronti a scioperare nel bel mezzo della stagione turistica, a cavallo tra fine luglio e inizio agosto. Con tutte le conseguenze immaginabili.

Lo ha dichiarato Tomislav Urlic, presidente del Sindacato indipendente dei marittimi delle navi passeggeri, rivolgendosi ai giornalisti nel corso della pacifica protesta tenutasi di fronte a Palazzo Adria a Fiume, sede della Jadrolinija, come pure nei maggiori scali traghetto istro–quarnerino–dalmati.

La manifestazione è stata promossa per rilevare che sindacati e lavoratori cercano da tempo di arrivare a un compromesso con la direzione aziendale in materia di contratto collettivo per marittimi e personale di terra, e in riferimento alle retribuzioni, rimaste inalterate dall’ormai lontano 2008. In questo senso è stato fatto presente che il salario di un marinaio semplice alla Jadrolinija è di 2.351 kune, circa 312 euro. Si tratta di un importo inferiore al salario minimo garantito a livello nazionale in Croazia. Solo grazie alle ore straordinarie e alle varie integrazioni, questo stipendio riesce a toccare il minimo garantito che ammonta a 2.424 kune (322 euro).

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Un traghetto della Jadrolinija

«Persino i reclusi in Croazia hanno più diritti rispetto ai marittimi imbarcati su traghetti, navi e catamarani della Jadrolinija – ha aggiunto Urlic – i carcerati hanno garantiti tre pasti al giorno e un periodo di riposo, mentre i marittimi dipendono dal loro comandante e comunque sono impegnati anche troppo».

Dragomir Mucic, coordinatore del Sindacato nazionale marittimi alla Jadrolinija, ha voluto far presente il suo caso: «Sono comandante e con 40 anni di anzianità di servizio. La mia paga è di un nonnulla superiore ai mille euro. I timonieri poi non prendono nemmeno 500 euro al mese, per tacere delle retribuzioni dei marinai. Voglio ricordare poi che è stata abolita la linea Fiume–Ragusa, decisione che si è portata via 150 posti di lavoro. Non vogliamo scene mute da parte del direttore generale Alan Klanac, nè dal premier Zoran MIlanovic e dal ministro della Marineria e Trasporti, Siniša Hajdaš Doncic».

Un’agitazione nell’alta stagione di villeggiatura avrebbe ripercussioni gravi per la Croazia, poiché è un periodo quando milioni di passeggeri tra turisti e cittadini croati (specie gli isolani) viaggiano a bordo delle unità della Jadrolinija, tra la terraferma e la regione insulare.

Contattato dai media, il direttore Klanac ha replicato ai sindacati, accusando i dipendenti di arrecare pesanti danni alla Jadrolinija con il loro atteggiamento, definito fuori luogo e ingiustificabile. Le premsse per giungere a un accordo, quindi, sembrano molto lontane e lo sciopero diventa, di giorno in giorno, sempre più concreto.

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