«Mia moglie mi colpiva e svuotava il conto»

«Mi colpiva tirandomi le ciabatte. E quando le ho bloccato la delega per l’accesso al mio conto corrente, perché ho scoperto che stava addirittura comprando una casa a Pechino, non mi ha lasciato dormire sul mio letto. Mi ha sbattuto fuori dalla stanza. Sono finito su un divano».
Chissà quanto amore c’era tra un ottantenne triestino, rimasto vedovo, e una cinquantenne cinese. I due si sono sposati dopo soli quattro mesi di conoscenza. Da quel momento in poi, per l’ottantenne, è cominciato il calvario: i maltrattamenti ma, soprattutto, quel continuo utilizzo del conto. La vittima è stata sentita nei giorni scorsi in Tribunale, durante un’udienza di dibattimento (giudice Marco Casavecchia). La straniera, difesa dall’avvocato Guido Fabbretti, è imputata per circonvenzione di incapace. E, appunto, maltrattamenti.
Quando l’uomo ha controllato i prelievi della moglie, ha fatto un salto sulla sedia: nel giro di un anno la donna aveva compiuto una serie di bonifici (diretti in Cina); prima da 31 mila euro (per la casa a Pechino), poi di altri 30 mila per stipulare una polizza vita in favore dei figli avuti dal precedente rapporto.
La prossima udienza è fissata per il 18 novembre. —
G.S.
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